Giada, oggi per l’ennesima volta ti ricordo che lo slogan “l’8 tutto l’anno” vale molto di più del semplice 8 marzo. Ma questa volta non voglio polemizzare, anzi, stasera voglio farti sorridere presentandoti ed omaggiando alcune delle Wags della nostra redazione. Sì, perché DI FIANCO, non certamente dietro, al mitico Edoardo Maturo, a Daniele Sporchia, a Michele Coletti e ad Antonio Gatta troviamo Donne in gamba, ironiche e pazientissime. Quattro modi di rappresentare Sarah, la fidanzata di Paul ovvero i protagonisti dello strepitosissimo Febbre a 90. Ed eccoti in ordine alfabetico:

  1. Claudia: lombarda, moglie del nostro boss Edo, l’autore di fiabe che dà del filo da torcere ai fratelli Grimm. Mamma di due splendide creature, è video web e graphic designer. Le piace il calcio? Lo sopporta col sorriso.
  2. Giada: lombarda, giovane fidanzata del mitico imitatore Daniele. Le piace il calcio? Neanche un po’!
  3. Valentina: veneta, moglie di Michele. Impiegata nel paese di Del Piero e mamma di due biondini, di cui la femmina è appassionata del Treviso Basket. Le piace il calcio? Eccome!
  4. Venere: pugliese, moglie di Antonio, il fautore della nostra rubrica più di successo “Io l’ho vista così”. Liquidatrice di una compagnia assicurativa, mamma di due bimbe. Le piace il calcio? No, anche se segue la Nazionale.

                                                                               

Paul: “Il calcio […] continua a significare troppe cose […] e non riesci più a capire se la vita è una merda perché l’Arsenal fa schifo o viceversa […] non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ce l’hai dentro”. Domanda scontatissima: “hai una squadra del cuore?”

  1. Claudia: “Sono inconsapevolmente diventata milanista. Ho iniziato a seguire il Milan agli inizi del 2000, quando lottava con grinta e vinceva. Negli ultimi dieci anni lo trovo triste e senz’anima. Dalla quarantena va meglio, sembra aver ritrovato la voglia di lottare e vincere”.
  2. Giada: “la Juve, ma solo perché mio papà ne è tifoso; io conosco solo i giocatori belli. Non me ne intendo e sono contenta quando vince il Milan, così Dany è sereno”.
  3. Valentina: “Sono juventina! Mi costa molto dirlo, ma ciò che mi piace del Milan è la sua mentalità vincente”.
  4. Venere: “No, solo gli Azzurri. E non riesco nemmeno a pensare cose buone sul Milan per colpa del suo vecchio Presidente”.

                                                                   

Paul: “Non è facile diventare un tifoso di calcio. Ci vogliono anni. Ma se ti applichi ore e ore entri a far parte di una nuova famiglia […] tutti sperano nelle stesse cose. Cosa c’è di infantile in tutto questo?”. Hai mai desiderato infierire violentemente sul suo infantilismo?

  1. Claudia: “No, quando guarda il Milan è un bambino felice di giocare con i Supereroi. La sua fede non va mai in vacanza. Immaginalo ad Alassio, sotto l’ombrellone, occhiale da sole, Gazza e taaaaaaccccc gli manca la camicia bianca per diventare il ‘milanista imbruttito’ “.
  2. Giada: “No, semmai è lui che infierisce su di me se salta il Milan per colpa mia. Però in vacanza non porta il cellulare sotto l’ombrellone, fa lunghe camminate oppure se ne sta in acqua tutto il tempo. Meno male, un po’ di pace… il Milan per me è come un rivale in amore contro cui è impossibile vincere”.
  3. Valentina: “No, la nostra storia è nata perché Michele mi prendeva in giro per la finale del 2003. Sotto l’ombrellone è l’italiano medio: sdraio, occhiale scuro e Gazzetta”.
  4. Venere: “In media due volte a settimana provo questo desiderio. Dopo diversi anni accanto a lui ho perso il conto di quanto ho rinunciato per colpa del Milan e del calcio. In vacanza è il prototipo dell’italiano medio, alternando cellulare e Gazzetta. Tanti anni fa per la Festa della Donna mi regalò, anzi, si regalò una gara a San Siro, Milan-Qualcosa. Pioveva, faceva freddo e per finire una pozzanghera gigante mi congelò un piede! L’anno scorso, durante il coprifuoco, la piccola di cinque anni si fece male alla spalla, mentre lui guardava il Milan. Pietrificato di fronte alla partita, si limitò a consigliarmi di andare a prendere mio suocero, medico, per visitarla! Dato che l’incidente non si rivelò grave, Antonio è ancora vivo!”.

“Hai un giocatore preferito o ricordi una partita speciale?”

  1. Claudia: “Beckham… ma non per le qualità di ala. Per quanto riguarda la partita:                                      Finale Champions Juve-Milan a casa di amici. Mi sono addormentata sul divano durante i supplementari e mi hanno svegliata ai rigori. Sempre Forza Milan!”
  2. Giada: “Suso, perché quando sono stata a San Siro ha sempre segnato. Ora tifo Theo. Mi piace lo stadio, preferisco una gara dal vivo a una in tv per le coreografie, i canti, l’atmosfera (mia mamma da casa spera sempre che ci inquadrino…)”.
  3. Valentina: “Ibra! Poi la finale di Champions del 96, l’ultima… Michele porta sfiga a noi juventini in coppa: nel 2018 è rientrato in cucina a un minuto dalla fine e hanno fischiato rigore a Ronaldo”.
  4. Venere: “Attualmente nessuno; in passato Beppe Signori, mentre la partita più importante reputo che sia Italia-Francia, finale mondiale del 2006”.

Paul: “Potrei mettermi a tifare per una squadra che non vince mai, almeno sai cosa ti aspetta, non stai a farti infinocchiare!”. La sconfitta e/o la partita clou.

  1. Claudia: “Sono momenti importanti che osservo con trasporto da antropologo: i rituali, la trasformazione da uomo razionale a fanatico sportivo, i post deliranti sui social, i gesti scaramantici. Mi sono sempre rifiutata che Edo guardi una gara col mio nipotino per tutte le parolacce che lancia a giocatori, Mister e arbitro. Da censura.” Più possibilista con i figli. “Leo guarda sempre le partite con Edo; urlano, gioiscono, si arrabbiano. Anche Bea a volte partecipa; adora mettersi la maglietta del Milan e cantare i cori in braccio al papà. Lo spettacolo sono loro”.
  2. Giada: “Si mangia le unghie in continuazione e ha momenti dove si assenta completamente. Quando la squadra perde, mi chiama e mi chiede se so del risultato. Io cerco di tagliare corto altrimenti inizia a lamentarsi ininterrottamente”.
  3. Valentina: “Fastidioso, estenuante, pesante. Rendo l’idea? Quando il Milan perde non dico nulla, altrimenti attacca con la storia di Muntari, la Fiat, ecc. ecc.”
  4. Venere: “Evito di stargli vicino, se posso, perché mi innervosisce la sua ansia e la sua focalizzazione sul Milan. In caso di sconfitta, poi, taccio per timore di peggiorare lo stato d’animo. In casa cerca inutilmente di coinvolgere le bimbe, ma finora con risultati scarsissimi”.


Sarah
: “Stagioni? Sono stufa di sentir parlare di queste stramaledette stagioni. Nella vita reale si chiamano anni!”.

  1. Claudia: “Ho sposato un uomo che conosce a memoria le battute de “L’allenatore nel pallone”… Posso solo dire “Che cagachezzo che è questo! A me piacciono i vostri articoli, li leggo quando devo mettere mano ai blog. Traspare l’emozione del tifoso più che l’analisi da giornalista. Bravi!”.
  2. Valentina: “Usciamo indipendentemente dalle partite… poi lo becco che guarda il cellulare fingendo partecipazione al resto attorno a noi. I nostri amici sanno dei suoi articoli su ‘Papavanbasten.com’; a me è piaciuto molto quello di Michele su Gattuso”.
  3. Giada: “Mi godo i miei meritati tre mesi di ‘vacanza’, senza lui che mi dice che non viene da me perché c’è il Milan o perché ha la diretta con Edo e tutte le sue imitazioni. A proposito di queste, Dany mi parla spesso imitando la voce di Ibra… Sono sincera: non ho mai letto un vostro articolo né uno di Kalinic, Borini e Altri Supereroi: metto il like sulla fiducia; Dany lo sa e si incavola, ma io sinceramente ho altre passioni”.
  4. Venere: dalla sua concisa risposta, credo che Antonio sia la personificazione di Paul in quanto per lui l’anno inizia a fine agosto e termina a fine maggio. “Ogni tanto leggo gli articoli di Antonio, ma spesso non arrivo alla fine!”.

Sarah: “L’ho odiato questo pomeriggio e vuoi sapere perché?”. Hai la possibilità di gridare qualcosa al Milan. Approfitta!

  1. Claudia: “Siete ancora in tempo per cambiare la maglia della prossima stagione”.
  2. Valentina: “Avete rotto le palle con le Champions vinte 700 anni fa!”.
  3. Giada: “Vincete, vi prego! Così Dany non mi stressa più!”.
  4. Venere: “Caro Milan, mi arrendo. Hai vinto tu!”.

E chiudiamo con il nostro L’8 tutto l’anno:

  1. Claudia: “E’ doveroso celebrarla per ricordare e sostenere tutte le donne che subiscono ancora discriminazioni e violenze”.
  2. Giada: “Non è una festa alla quale tengo, credo che le belle persone vadano festeggiate indistintamente, uomini e donne”.
  3. Valentina: “Un giorno come un altro, come tutte le feste; ma un bel fiore omaggiato o una serata con le amiche sono ben accetti”.
  4. Venere: “E’ una festa che non festeggio, ma non contesto l’idea che almeno un giorno dell’anno sia dedicato a noi donne”.

Non facciamole arrabbiare, in fondo sono Donne di Diavoli: hanno personalità e ironia da vendere… sono Streghe!

                                                                         

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *