Continua la maledizione di San Siro, stadio da considerare ormai ostile visti i tantissimi punti che stiamo lasciando tra le mura amiche. Perdiamo partita e possibilità di chiudere forse definitivamente la corsa per un posto in Champions League, che invece rimane apertissima. Mai come stasera è pesata la stanchezza degli uomini che hanno tirato la carretta alla grande nelle ultime settimane, a causa dell’incredibile numero di infortuni che sta falcidiando la rosa.

Prima frazione di gioco priva di particolari emozioni. Il Napoli ha giocato meglio di noi, palleggiando bene e sviluppando molto il gioco sulle fasce, affidandosi soprattutto ad Insigne, sui cui è spesso stato attento Dalot. Noi, dal canto nostro, li abbiamo aspettati per poi ripartire, provando a sfruttare la velocità di Leao. Purtroppo il portoghese, pur mostrando qualche segno di vita rispetto alle ultime uscite da elettroencefalogramma piatto (sue le due uniche conclusioni nello specchio di Ospina), sembra aver smarrito la sfrontatezza della prima parte di stagione, puntando di rado l’avversario. In fase difensiva, invece, un grandissimo Tomori ha calamitato quasi tutte le palle che gravitavano dalle parti di Donnarumma, respingendo gli assalti dei partenopei resisi realmente pericolosi solo un paio di volte, sempre con Zielinski, che ha prima impegnato Gigio buttandosi nello spazio lasciatogli dai centrali e poi ha, fortunatamente, calciato al lato di sinistro nel cuore dell’area di rigore.

Il secondo tempo era iniziato meglio, con la squadra che sembrava più propensa a mettere alle corde il Napoli. Tuttavia, dopo pochi minuti, un errore in impostazione tra Dalot, che ha sbagliato la scelta, e Castillejo, che si è fatto anticipare senza colpo ferire, ha concesso agli azzurri la ripartenza giusta, complice Kessie che, a sua volta, si è fatto tagliare fuori tentando un anticipo invece di rinculare. Con il campo spalancato Politano si è trovato tutto solo davanti a Gigio e lo ha infilato con un destro sporco tanto brutto quanto efficace. La reazione della squadra c’è stata, nonostante Fabian Ruiz sia andato vicino al gol con un tiro potente che Donnarumma ha ribattuto non senza difficoltà.

I cambi di Pioli hanno, infatti, dato verve alla squadra visto che sia Saelemaekers, Brahim e Rebic nella trequarti, sia lo stesso Meitè in mediana, sono entrati tutti bene in partita, permettendoci di schiacciare il Napoli nella sua area di rigore. Purtroppo proprio lì, nella zona di campo dove si decidono le partite, siamo clamorosamente mancati con Leao che si è divorato un’occasione macroscopica ciccando da due passi la bella imbucata di Rebic e, nel complesso, marcando sempre visita quando doveva dare peso alle azioni d’attacco, non facendosi mai trovare nel punto giusto, non azzeccando un taglio, un movimento o un anticipo. La spizzata di Rebic ben parata da Ospina ha accompagnato la partita verso l’inutile arrembaggio finale, nel quale abbiamo assistito a una decisione cervellotica di Pasqua che, dopo essere andato al VAR, ci ha negato un rigore abbastanza netto, e ad una stupida espulsione di Rebic per proteste che aggraverà ancor di più l’emergenza in attacco. Una cazzata, questa, che mi ha fatto imbestialire più della sconfitta.

Tomori è stato indubbiamente il migliore dei nostri. Da riscattare assolutamente, se possibile. Buona prestazione anche di un tenace Tonali e, come detto di tutti i subentrati, nonostante Rebic abbia macchiato la sua prova con il rosso di cui ho detto prima. Male, invece, Calhanoglu, che ha dalla sua l’attenuante dell’infortunio, così il fumosissimo Castillejo e l’inconsistente Leao, che di attenuanti comincia ad averne ben poche.

L’emergenza totale stavolta ci ha fatto cadere e, sinceramente, è difficile chiedere di più a una squadra che, ogni 3 giorni, deve fare a meno di 7/8 giocatori. Possiamo solo augurarci che ci sia la luce in fondo a questo tunnel di infortuni che ci ha inghiottito.

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