Niente da fare nemmeno stavolta: San Siro continua ad essere un fortino inespugnabile per noi. E dobbiamo anche dire grazie ad Hauge se la pessima prova della squadra, mal messa in campo e affatto volitiva, non si è tramutata in una meritata sconfitta.

Reti inviolate alla fine di un primo tempo per buona parte dominato dalla Samp che, per oltre mezz’ora, ci ha costretti alla difensiva e che, in ogni caso, non ci ha concesso neppure un tiro verso lo specchio della porta. Donnarumma è stato decisivo alzando sulla traversa un sinistro a giro di Gabbiadini ma, soprattutto, volando a deviare un colpo di testa di Thorsby che a tutti è sembrato destinato al fondo della rete. Come detto del Milan si è visto poco e niente, in particolare sulle fasce con Krunic inesistente sull’out di sinistra ed il poco convincente duo Saelemaekers basso/Castillejo alto a destra. Anche la coppia dei centrali di centrocampo, finalmente ricomposta dopo mesi, non ha fornito nè verve nè geometrie alla squadra, e lì davanti Ibra è parso assai meno incisivo del solito. Non è servito neppure qualche cenno di vita nell’ultimo quarto d’ora, quando finalmente siamo riusciti ad alzare il baricentro, per sporcare i guanti ad Audero, che ha passato 45 minuti di assoluto riposo.

Il Milan è sembrato partire meglio nel secondo tempo ma, dopo pochi minuti, un’enorme, gigantesca ed incomprensibile cazzata di Theo Hernandez ha permesso a Quagliarella di bucare Donnarumma con un lob dolce che ci ha complicato ulteriormente il pomeriggio già difficile. Gli ingressi di Rebic e Tonali non hanno sortito nessun’effetto mentre l’ingenua espulsione di Adrien Silva ci ha dato l’illusione di poter fare l’ultima mezz’ora all’arrembaggio. La squadra, pur in superiorità numerica, ha invece continuato a faticare a trovare persino la via del tiro in porta a causa della completa latitanza di Ibra in fase di attacco e della vena scarsissima di tutti gli altri. Quando ormai nessuno ci sperava più siamo riusciti a rimetterla in piedi, grazie ad una ripartenza che ha trovato la Samp finalmente un po’ scoperta e, con una transazione verticale Ibra-Kessie, la palla è arrivata al fino ad allora deludentissimo Hauge che ha sterzato verso l’interno per poi insaccare nell’angolino lontano. Era il minuto 87 e, a quel punto, dopo aver fatto gol al primo tiro in porta, abbiamo rischiato persino di vincerla.  Audero, però, si è ben disteso sul destro di Calhanoglu e, proprio nel recupero, una provvidenziale scivolata di Bereszynski ha sporcato il tiro di Kessie di quel tanto da spedirlo sul diciannovesimo legno di stagione.

La prova è stata talmente deludente da rendere più semplice trovare i peggiori in campo (Theo su tutti data la gravità dell’errore, ma anche Ibra e Krunic hanno fatto davvero male) piuttosto che quelli meritevoli della sufficienza (Tomori, Kjaer e Hauge, ma esclusivamente per il gol).

La strada che dovrebbe riportarci in Champions resta, quindi, difficile ma fattibile. Se solo la smettessimo di complicarcela anche da soli…

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