4 calci in padella,

Il Tulipano Nero 2 o l’acciaio di centrocampo

Giada, c’era una volta in Suriname un signore di nome Frederick, che con la fine delle politiche imperialiste portò la sua famiglia in Olanda. Figlio di uno schiavo, adottò il cognome Seedorf, lo stesso che apparteneva al padrone tedesco che liberò lui e la famiglia. Frederick scelse così per i suoi nipotini la cittadinanza olandese e uno dei suoi nipotini, Clarence, sfruttò al massimo la libertà ricevuta. Chi è Clarence, ti chiederai?

Clarence è tante cose! E’ il calciatore “lanciere” più giovane ad aver esordito nell’Ajax. E’ l’unico ad aver vinto la Coppa dei Campioni con tre squadre diverse. E’ lo straniero con più presenze nel Milan.

Il rapporto fra il Milan e Clarence non iniziò nel migliore dei modi, anzi fu bruciante, perché alzò la Coppa dalle Grandi Orecchie proprio davanti a noi. Era il 1995 e venne eletto nei Paesi Bassi “talento dell’anno”. Dobbiamo attendere il 2002 per vedere il suo fisico possente vestire la nostra maglia: i cuginastri ce lo rifilarono in cambio del “talento mai sbocciato” Francesco Coco. Lungimiranti loro…

Io lo chiamo il Tulipano Nero 2, perché il primo Tulipano entrato nel cuore è Ruud Gullit. Clarence arrivò con muscoli d’acciaio e treccine volanti come lo storico 10 degli anni ’80 e come Ruud alzò due volte la Coppa dei Campioni. I tulipani sono fiori che sbocciano in primavera e non a caso il gol più godoso che gli vidi segnare fu quello di fine inverno 2004 contro l’Inter, regalandomi oltretutto un compleanno memorabile. Giada, stavamo perdendo per due reti a zero e vincemmo tre a due. Seedorf siglò una rete da fuori area impendibile perfino per Goldrake! E in primavera si gioca la Champions. La galoppata verso Atene lo vide protagonista non solo con prestazioni eccellenti, ma con reti pesantissime al Bayern Monaco e allo United. Chiuse il 2007 con la Coppa del Mondo per Club, siglando il gol vittoria e aggiudicandosi il premio come secondo miglior giocatore del torneo. E poi fu in campo anche il 28 maggio 2003 per la vittoria più bella di sempre…

Per questo la mamma sorride al ricordo dei fischi di San Siro, quando qualcuno si permetteva di fischiarlo per l’atteggiamento considerato “molleggiato” oppure lezioso. Il portierone Abbiati in un aneddoto disse che Clarence era fortissimo emotivamente: più lo fischiavano e più chiedeva la palla ai compagni. E’ grazie a questo carattere che lasciò un segno indelebile ad Amsterdam, Madrid, Milano e Rio de Janeiro; è sempre grazie a questo che venne soprannominato “Professore”: in campo era un allenatore! Ricordo, poi, molto bene quando, dopo lo scudetto sfumato con l’Inter nel 2002, fu l’unico interista a presentarsi ai microfoni, nonostante il momento delicato e l’arrabbiatura per non aver fatto parte dell’11 titolare. 

Giada, devi sapere che anche fuori dal campo si distingueva.

Clarence parla fluentemente olandese, surinamese, portoghese, italiano, inglese e spagnolo. A Milano è tuttora proprietario del ristorante Finger’s e per un certo periodo tenne una rubrica di calcio niente poco di meno che sul New York Times. Per non parlare dell’impegno con voi bambini: fondò lui Champions for Children e si espresse anche a favore di migliorie nell’attività motoria nelle scuole (temo mai ascoltato).

Come allenatore non ebbe lo stesso successo, ma noi lo perdoniamo, vero? Centrocampista fuoriclasse, potenza e carattere il tutto condito da simpatia e da un alto livello culturale. Coloro che lo fischiavano sono autorizzati a contattarmi in privato per spiegarmi nei dettagli il motivo!

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1 commento

Marco

Sono uno dei tanti che ha fischiato Seedorf per il suo atteggiamento VERGOGNOSO che aveva in campo.
Da un CAMPIONE, decisivo quando voleva, un certo atteggiamento era inaccettabile per tutti. Tifosi compagni e allenatore.

Siamo il Milan non una società minore.
Poi nessuno si immaginava dei paracarri che sarebbero arrivati dopo ma questo purtroppo non c’entra con il fatto di trotterallare per il campo.

Parliamo del derby in ciabatte?

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