E così fra un “sei un bastardo” ed un “mi sembra strano eh?” venne il giorno del giudizio. Una giornata di squalifica cui si aggiunge una ammenda (uh che paura!) di 5.000 € per una critica irrispettosa con atteggiamento provocatorio.

Permettetemi di iniziare con la farsa della multa. Qualcosa di grottesco. Non perché si parli del nostro fuoriclasse Ibra, quanto piuttosto per il fatto che multare uno di questi esemplari milionari con una multa da 5.000 € ha lo stesso effetto di minacciare Mike Tyson con un cotton fioc.

Si vuole aggiungere una multa ai giocatori espulsi o rei di atteggiamenti poco consoni? Ben venga. Ma che la multa sia applicata in percentuale al loro ingaggio. Magari il cotton fioc diventa già un po’ più pungente.

Passiamo dunque al fattaccio e torniamo al Tardini al minuto sessanta. Vero è che noi non abbiamo tutti gli audio a disposizione e non sappiamo quale sia stato il reale dialogo fra Ibra e Maresca, ma a questo punto possiamo procedere per esclusioni di…offese, anche perché già a fine partita il “sei un bastardo” equivocato col “mi sembra strano eh!” di Ibra era già diventato virale sui cellulari di tutti i tifosi rossoneri e non. Ad un certo punto ho seriamente temuto che invece squalificassero Gigio che dalla sua area col suo vocione tuonava “Maresca sempre a fare i fenomeni eh???”.

Oggi la conferma, perché altrimenti sarebbero state da due giornate a salire, che Maresca sicuramente non ha scritto nel referto che Ibra gli ha dato del bastardo. Quindi nessuna offesa e stando a quanto riportato nel referto arbitrale, a disposizione del giudice sportivo, invece una “critica irrispettosa e l’atteggiamento provocatorio”.  

Da qui la domanda che rivolgerei a Maresca: ok, Ibra ti sta stressando e si sta lamentando in maniera insistente, ma perché non cazziarlo e ammonirlo anziché dargli direttamente il rosso?

Quale il motivo di una sanzione così eccessiva che ha di fatto messo in discussione l’esito della partita col Parma? Voglia di protagonismo e ricerca di gloria o i nervi che crollano dinanzi al gigante svedese e quindi il cartellino rosso quale strumento punitivo?

In entrambi casi caro Maresca, atteggiamento sbagliato. Un arbitro deve essere un robot in campo e non può, purtroppo o per fortuna, permettersi reazioni di pancia e cadere in tranelli emotivi o in mind game. L’arbitro deve applicare il regolamento e basta.

Tuttavia giudicare questo episodio solo lato arbitro sarebbe poco onesto e intellettualmente non all’altezza del tifo rossonero. E qui si passa al nostro caro angelo (si fa per dire), Ibra.

Sei tra i giocatori più di successo al mondo, sei un vincente e la tua immagine mondiale è in continua espansione. Ti abbiamo pure perdonato la scappatella a Sanremo per ricordare all’Italia di quanto è figo essere Zlatan. Stai per firmare un altro rinnovo che alla soglia dei quaranta anni ti farà probabilmente il secondo giocatore più pagato della rosa e ti abbiamo infinitamente ringraziato per la rinascita di questa squadra.

Quindi perché caro Zlatan non molli questa armatura da bullo e cominci a ragionare sul serio da allenatore in campo? E basta con sta cazzata del ghetto che non può uscire da Zlatan. Dieci anni fa eri così ed oggi ancora il battibecco con Godin, la rissa con Lukaku, lo sfottò a Zapata e persino il colpetto a Luperto del Crotone. Ma quale è la vera necessità di battibeccare ancora? Agli sgoccioli della tua carriera e con un fondamentale posto in Champions da conquistare sarebbe l’ora veramente di cambiare. Per fare l’attore hai tutta la vita davanti.

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