E alla fine San Siro tornò amico.

Torna anche quel vecchio di amico, una grande gloria rossonera come Pippo Inzaghi e torna anche il suo ex-compagno Ibra in campo a riprendere in mano quel branco di scellerati fra Sassuolo e Lazio hanno fatto più danni della grandine.

Ed ovviamente la presenza di Ibra si sente eccome perché la punta svedese arretra il suo raggio di azione svariando su tutta la trequarti avversaria. Zlatan smista, palleggia e negli spazi che crea ci si buttano i suoi compagni. Tant’è che Calahnouglu dopo un triangolo con Saelemaekers, agevolato da uno splendido velo presidenziale di Kessie, ci porta in vantaggio e siamo solo al sesto minuto.

Sembra l’inizio di una serata tranquilla ed invece un altro ex, Gianluca Lapadula, sguscia fra le nostre maglie della difesa e ci crea un grande spavento poco dopo.

Nel frattempo nel resto del primo tempo facciamo quello che ultimamente ci riesce meglio ovvero sprecare occasioni e contropiedi. La sagra dell’errore in area parla portoghese con Dalot e Leao che riescono nell’impresa di centrare il buon Montipò. Successivamente tocca a Bennacer e udite udite anche a sua Maestà Ibra sprecare sempre dentro l’area avversaria l’occasione per andare al riposo con un doppio vantaggio.

Dalle nostre parti registriamo un diagonale di Ionita deviato in tuffo da Gigio e ci sentiamo miracolati a rientrare negli spogliatoi in undici perché Bennacer, già ammonito, rischia e non poco il secondo giallo per un intervento abbastanza stupido.

Pioli annusa il rischio e saggiamente, per una volta, azzecca il primo cambio con Tonali a fianco di Kessie. La ripresa comincia come era finita la prima parte di gara, ovvero con Ibra che scambia Montipò per un bersaglio e lo continua a colpire. Fortuna che sul secondo tentativo arrivi più lesto di tutti Theo Hernandez cui diamo il bentornato al gol che mancava esattamente da un girone.

Sul risultato di 2-0 la partita scivola via senza grandi sussulti, entrano Calabria, Castillejo e Rebic con gli ultimi due in modalità infradito. Fra i promossi nel match annoveriamo un buon rientro di Romagnoli, un Tomori in ripresa ed il solito continuo moto perpetuo di Saelemaekers che avesse in dote anche qualche gol in più sarebbe una discreta ala offensiva. Perché si può correre quanto si vuole, ed il buon Alexis lo fa, ma servono, ed anche tanto, le marcature piccolo belga. Lavoriamoci!

Infine Ibra. Detto che la sola presenza dello svedese è bastata per dare più sicurezza al resto della squadra, il leader ha giocato una partita atipica, decisamente imprecisa sottoporta ma ha comunque deliziato gli spettatori, purtroppo sempre televisivi, con tanti tocchi di alta classe. La speranza è che abbia tenuto i colpi in canna per il prossimo match in casa della Juventus, sfida cruciale per entrambe le squadre. Che sia la volta buona Zlatan?

Ps: occasionalmente per questa partita il racconto di oggi non è stato scritto da Antonio, cui la famiglia di Papàvanbasten manda un grande grandissimo abbraccio.

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