4 calci in padella,

Notte prima degli Esami

Giada, domenica scorsa, a qualche ora dalla gara contro il Cagliari, complice il maltempo, la mamma rivide un film simpatico e leggero ambientato nel 1989: Notte prima degli esami.

Il 1989 è per noi milanisti un anno fondamentale, è l’inizio della leggenda del grande Milan grazie alla vittoria contro lo Steaua Bucharest in Coppa dei Campioni. La mamma aveva 15 anni. Ebbene, la mia intenzione quel pomeriggio era non pensare per un attimo alla partita contro i sardi, rilassarmi completamente e invece, complice questa digressione temporale, mi ritrovai addirittura a comparare il film alla situazione di campionato del Milan.

Il film parla dell’esame di maturità di un gruppo di studenti amici per la pelle; un po’ come stava accadendo ai nostri Ragazzi, che stavano per giocarsi la partita verità per l’accesso in Champions, traguardo mancante da più di 2600 giorni.

Una vittoria! Bastavano tre punti contro una squadra che aveva guadagnato la salvezza nel corso del pomeriggio. Come gli studenti del film ne combinavano una più del diavolo per conoscere in anticipo i titoli delle tracce della prima prova scritta, i tifosi rossoneri chattavano auspicando in una gara moscia della squadra rossoblù. Ma sì dai… hanno appena guadagnato la salvezza matematica, verranno a San Siro in infradito, bermuda e rutto libero.

Se alcuni tifosi amici già ascoltavano la musichetta della Champions, io come il personaggio di Alice (la secchiona che non vuole conoscere i titoli) ripudiavo le feste in anticipo. In fondo, nelle ultime gare avevamo fatto una porca figura contro la Juve, ma non dimenticavo le sconfitte contro Lazio e Sassuolo. Insomma, la classica squadra che si presenta in abito da sera sul palcoscenico importante per rimediare, di fatto, delle figure imbarazzanti in partite contro rose abbordabili. Purtroppo, la mia cautela fu fondatissima: fallimmo clamorosamente e meritatamente il match point contro il Cagliari!


Rimandati alla domenica successiva con la temibilissima Atalanta.

Sette lunghi giorni di calcoli delle probabilità, in casa col tuo babbo gobbo che continuava a ripetere: “Ma sì dai, meritate voi! Andrete voi e il Napoli in Champions”. Pure i testicoli teneva incrociati mentre pronunciava questa frase! E io a rispondergli che, sì, avremmo meritato noi rispetto a loro e di credere nel karma perché doveva chiudersi un cerchio:

chi di gol di Muntari ferisce, di Champions perisce.

Contro la Dea tutt’altro che bendata (perché la porta la vede benissimo) mi immaginai il Milan all’orale della maturità. Come Luca nel film si studia tutti gli autori dell’800 e del 900, perché non si fida del professore detto “A carogna”, i Ragazzi ripassano l’atteggiamento della grande gara contro la Gobba. Corrono; fuoco negli occhi; Kjaer e Kessié inumani; Theo scatenato; Gigio un felino. L’Atalanta gioca, ma non come sempre. Attenzione, non è la solita gara sottotono di chi sa già di calcare i campi che contano: è in difficoltà. Un po’ perché durante l’anno ha raccolto troppe mele d’oro ed ora è stanca, ma anche perché la giovanissima squadra rossonera la sta mettendo sotto. Il loro antipaticissimo mister non ci guarda con gli occhi bastardi ma orgogliosi di Faletti, ci guarda con sguardo bruciante perché al 94° ci prendiamo il suo secondo posto.


Giada, la mamma al 92° minuto aveva i muscoli intorpiditi e aveva la nausea. Dopo il rigore del Presidente udì solo una frase, quella del babbo gobbo che le diceva: “Almeno ora ci credi? Non possono fare tre gol in due minuti”.

E mi venne in mente uno stralcio della canzone di Venditti, colonna sonora del film: “[…] notte di sogni, di coppe di campioni […]”. In fondo era il 23 maggio: negli anni 60 battemmo l’Amburgo; nel 1990 ci riconfermammo campioni d’Europa, nel 2007 battemmo il Liverpool. E’ il nostro D-Day!

Ai miei tempi si sarebbe detto “maturi con sessanta sessantesimi”. E ora via, ci aspetta l’Università. Non so se sarà laurea, ma in attesa del piano di studi gongolare è lecito.

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