NEWS, papà van basten,

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Sono le 19:09 quando Ivanovic pesca la pallina in cui è contenuto il bigliettino AC Milan

Finalmente dopo sette anni quella pallina torna a casa e rimette il Milan nel posto giusto, quello di un girone di Champions League. Ma se solitamente eravamo abituati ad esser sorteggiati subito o comunque fra i primi questa volta dobbiamo aspettare un po’ ed i giochi, ovvero i gironi, sono pressoché fatti.Anni di Vangioni, Sosa, Honda, Luiz Adriano e Cerci e quindi l’aver passato questi sette lunghissimi anni fuori dalla massima competizione internazionale presentano l’euroconto e così partiamo insolitamente in quarta fascia.

Pertanto al momento della nostra pallina les jeux sont faits e siamo ad un bivio. Una strada porta al girone A ed è il girone del monopoli, quello dorato degli sceicchi e dello scecco di Castellammare (in siciliano asino). Un girone dove sostanzialmente spendi come un forsennato ed in Europa non vinci una mazza, cerchi gloria a suon di banconote ma prendi bastonate da anni. L’altra strada altrettanto sfidante e competitiva è quella del girone B, quello dove c’è profumo di gloria, antichi rivali che parlano la nostra lingua in termini di fascino e soprattutto di vittorie. 

La storia fa dunque il suo ruolo e così raggiungiamo Liverpool, Atletico Madrid e Porto, in un girone che conta ben 15 Champions League, somma delle nostre 7 meraviglie, le 6 del Liverpool e le 2 del Porto (fossimo Tuttosport conteremmo anche le tre finali perse dall’Atletico Madrid..), raggruppamento difficile ma affascinante, torniamo in Champions per giocare grandi partite e queste sei sfide lo sono indubbiamente. Entreremo in stadi gloriosi dove paradossalmente non abbiamo mai giocato perchè il Liverpool lo abbiamo incrociato nelle nostre ultime due finali di Champions a risultati alterni fra Istanbul ed Atene mentre Porto e Atletico già incontrati in precedenti edizioni della Champions ci presenteranno i loro stadi “nuovi” (il Dragao del Porto è stato inaugurato nel 2003 mentre il Wanda Metropolitano dell’Atletico è del 2017).

Tracciando una linea anche le nostre avversarie non saranno state felicissime di averci trovato nel loro girone, il Liverpool sarà favorita per il primo posto, subito dietro l’Atletico Madrid cercherà di replicare l’ultimo scherzetto di Marzo 2020 quando il Cholo mandò in tilt il sistema operativo di Klopp mentre il Porto è la squadra alla quale siamo più vicini come valori della rosa. 

LIVERPOOL 

Ecco qui una delle nostre più celebri rivali anche se non è il caso di parlare delle due finali del 2005 e 2007 che sono una saga lunga e faticosa, anche se giustizia è stata fatta dal nostro caro amato Pippo Inzaghi. La rosa di Klopp è attrezzata per battagliare anche in questa edizione di Champions League, anche se la scorsa stagione non è stata memorabile per i Reds anche e soprattutto per la difesa orfana per tutto l’anno di Van Dijk e con un Alisson molto incerto. Il tridente gioca a memoria ormai da anni ed è un mix di tecnica, velocità e senso del gol. Sarà durissima specialmente se sarà presente la Kop ad urlare il celeberrimo “You’ll never walk alone”.

ATLETICO MADRID

Il Milan ricomincia da dove si era fermato l’11 marzo 2014 ovvero da una delle squadre più odiate, tatticamente parlando, d’Europa. Negli ultimi anni il Cholo ed i suoi guerrieri hanno avuto la capacità di anestetizzare il gioco di tutte le più attrezzate e blasonate squadre d’Europa o per restare in confini nazionali basti vedere l’ultima Liga dove Real e Barcellona hanno dovuto cedere il passo a Diego Pablo Simeone guidati da un arrembante studente di Italiano al secolo Luis Suarez, vecchia volpe dell’area di rigore che non smette mai di segnare. L’estate ha consegnato ai colchoneros la qualità di Rodrigo De Paul, che nello scacchiere di Pioli sarebbe stato oro colato, e la nuova stella brasiliana Cunha centravanti che proviene dalla Bundesliga. Anche qui non sarà dura ma durissima.

PORTO

Come si fa ad odiare invece chi ti ha recentemente regalato una piccola euro carezza?  Alzi la mano chi non ha brindato ad inizio marzo all’eliminazione per mano dei portoghesi dell’arrogante e presuntuosa Juventus di Ronaldo e Pirlo perchè come dice il grande Diego Abatantuono “..a volte gufare è meglio che tifare”.  Scherzi a parte, Sergio Conceicao ha ben figurato in queste stagioni in Champions ed è uno degli allenatori che sta cominciando a prendere quota nel panorama europeo. L’undici titolare sembra essere alla portata del nostro con l’intreccio di mercato Corona in corso visto che il messicano potrebbe restare nel girone B ma con la casacca rossonera. Da thriller la sfida fra Ibra e quella belva difensiva mai doma ovvero Pepe. Saranno scintille su questo c’è da star certi.

Sulla carta partiamo sfavoriti per il passaggio del turno, ma il Milan non può permettersi, e non lo deve fare per rispetto ad i suoi tifosi ed alla sua storia, di accettare un ruolo da comprimario nel girone, anche perché sarà importante far valere il peso storico del nostro club ed il fascino che genera la scala del Calcio di San Siro con la speranza che pulluli di tifosi rossoneri pronti ad incitare i ragazzi dal riscaldamento all’ultimo minuto di partita.

Per affrontare questi difficili avversari non ci stupiremmo se Pioli si affidasse ad un solido 442 affiancando a Ibra il nuovo vecchietto, ovvero Olivier Giroud che di anni ne ha 35, ma che nel trolley ha portato anche 6 reti all’attivo nell’ultima Champions di cui è fresco vincitore. Dietro è chiamato ad alzare la voce il capitano morale della squadra Simon Kjaer mentre Hernandez e Kessie dovranno dimostrare la loro effervescenza e resistenza anche con avversari di altissimo livello. Ma tutto quanto, al solito, passerà per la Sua presenza. Eccoci di nuovo affidarci in tutto e per tutto ai piedi, alle spalle e alla testa di Zlatan Ibrahimovic. Il massimo sarebbe trovarlo nelle notti di Champions formato autunno 2020 dove praticamente da solo spazzò in fila a suon di doppiette Inter, Roma e Napoli e siamo sicuri che Zlatan sta lavorando già in tal senso per il suo nuovo debutto in Champions con la maglia più gloriosa d’Europa: quella del Milan.

Forza ragazzi avanti senza alcuna paura.

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