Juke Box, papà van basten,

LA PARTITA IN UNA CANZONE: MILAN-CAGLIARI 4-1 THORN IN MY SIDE (REVENGE-EURYTHMICS)

(di Andrea Minardi)

Era il 1986 ,e questa canzone si rivelo’ una della tracce piu’ rilevanti dell’album Revenge, il piu’ fortunato del duo composto da Annie Lennox e dal deuterogonista Dave Stewart, che sta al gruppo come il secondo degli Wham a George Michael, o Garfunkel a Paul Simon, preservato dall’oblio solo perche’ nel gruppo c’era pure il suo nome.

In Italia era la canzone che introduceva la prima serata del film di Canale 5, quando era ancora ad un orario cristiano, le 20.30; non come adesso che i film cominciano quasi alle 22, e che a fine primo tempo mi vedono tra le braccia di Morfeo, e certo non mi riferisco all’ex centrocampista zaccheroniano.
La spina del cuore ,titolo del pezzo, fu quella che mi resto’ conficcata la sera dell’ultimo Milan-Cagliari, quando una squadra gia’ salva e reduce da una malcelata festa impose il pareggio ai rossoneri, che gia’ pregustava il ritorno a casa, quella Champions League tanto agognata. Da li mi rimase una rabbiosa e vendicativa voglia di rivincita, per citare il titolo dell’album di cui sopra, e la sceneggiatura non la avrei potuta scrivere meglio.

E’ stata la rivincita di Sandrino Tonali; che ha indirizzato la partita sui giusti binari, un acquisto troppo spesso ingiustamente vilipeso; e’ stata quella di Giroud, comprimario nella trionfale stagione dei Blues e che veniva visto come un altro Mandzukic a fine carriera, e’stata quella di Theo Hernandez, che sembrava aver mandato un sosia la settimana prima; e quella di Krunic , che pareva avere cittadinanza nel centrocampo rossonero o quantomeno in serie A.

Qualcuno cerco’, vanamente per la verità, di insegnarmi che la miglior vendetta sia il perdono, ma io vorrei che il Cagliari necessitasse di un punticino alla fine del campionato, quello che non ha raccolto domenica scorsa, giacche’ l’animus pugnandi di un paio di mesi prima proprio non si e’ visto.

La spina nel mio cuore, che rimossi in terra bergamasca; ora ha anche cessato di lasciarmi alcun segno; stavolta son andato a letto col sorriso ed ho affrontato il lunedi’ con ritrovato buonumore, senza spine e senza segni si sta meglio, e si lascia al cuore lo spazio per sognare.

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