papà van basten,

Pulp fiction: una lunga estate di mercato

 

Fine. Zucchino e Coniglietta hanno finito le loro visite e tentate rapine a Casa Milan. Per Jules Maldini e Vince Massara cala il sipario ed è giunto il momento di riporre le loro armi nei pantaloncini ed uscire dalla sede rossonera.

È finito dunque il calciomercato di questa lunga, calda e povera estate. Un film lungo tre mesi e che ha tante caratteristiche di quel capolavoro di Quentin Tarantino pluripremiato nell’anno 1994, ovvero Pulp Fiction.

Un film noir ma anche rouge, una pellicola con dei gangster famosi come quel bandito di Mino Raiola, genere un pò thriller ed un pò religiosa quando dalla margherita di centoventi trequartisti è venuto fuori il Messias.

Non sono mancati anche i momenti comici vedi l’arrivo di Florenzi il cui “OK!” è durato dodici giorni per un prestito di 1 milione di euro ma neanche quelli drammatici, ovvero la perdita di un fenomeno da baraccone ma pur sempre fenomeno fra i pali con uno zero assoluto alla voce incassi. Brutto colpo per chi aveva allevato questo cucciolo contabile il cui obiettivo primario è quello di volare da un salvadanaio (il suo) all’altro (quello di Mino).

Così proviamo a scandire i momenti più importanti di questo lungometraggio che hanno reso Milanello un posto più ricco di elementi (10 arrivi più Marty Mcfly Adli che verrà nel futuro), forse più povero dal punto di vista tecnico ma con la conferma di gente che oltre a saper trattare l’arnese pallone ha anche il cuore rossonero. Il suo nome? Sandro Tonali.

RINNOVI PARTE 1 – Ingrati e cornuti

Giù la maschera. Zucchino e coniglietta sono loro due: Donnarumma e Calahnouglu.

Il primo ha cercato, bontà sua, di estorcere non si sa quanti milioni più lauta milionaria ricompensa al suo migliore amico senza un briciolo di riconoscenza a chi lo ha lanciato nel grande calcio all’età di sedici anni. Lo ha trattato come un figlio prendendosi cura pure del fratellone maggiore che le mani le ha usate in tre anni a Milanello più alla Playstation che in campo.

L’altro invece forte di quattro stagioni giocate in maniera diciamo abbastanza modesta per essere un trequartista con la maglia numero dieci ha ben deciso che si meritava 5 milioni di euro e così non contento della paghetta rossonera offerta ha optato per il più clamoroso dei tradimenti, facendo il salto del naviglio.  Conclude un bellissimo verso del maestro Battiato: “..arrivederci amore ciao…le nubi sono già più in là.”

RISCATTI D’ORO – Diaz, Tomori e Tonali

Evidentemente ustionati dalla partenza del bancomat giallo Maldini e Massara devono aver esitato pochi giorni nel riscattare a peso d’oro Ofilaqualcosa Odiqualcosaltro Tomori.

La bottega Chelsea, che nel frattempo stava preparando lo scherzetto Lukaku alla seconda squadra di Milano più indebitata della Grecia, non arretrava di un centesimo di euro e così i 29 testoni promessi a gennaio sono diventati realtà per le casse di Abramovich e soci. Popolo rossonero felice del riscatto ma tesoretto Champions quasi esaurito. Salutati invece Dalot e Meitè, rimanevano dunque altri due spinosi riscatti Diaz e Tonali.  

Per il nostro nuovo piccolo grande amore spagnolo riceviamo il benestare di un caro amico, al secolo Carlo Ancelotti, perché Brahim viene riscattato per due anni in prestito con altre venti clausole di prestito, diritto di riscatto e diritto di recompra e altri cento diritti vari.  

Sandro Tonali invece ci mette veramente del suo, inteso proprio di tasca sua. Conscio di una prima stagione balbettante, e ci può benissimo stare vedendo la sua carta d’identità, Sandro percepisce le difficoltà del Milan che nel frattempo sta pure rinegoziando con il Brescia. Risultato? Con uno sforzo da parte di tutte e tre le parti Sandro Tonali viene riscattato dal Milan e la sua favola in rossonero può continuare sotto i migliori auspici.

LIBERTE’, EGALITE’, FRATERNITE’ – Giroud, Maignan, e Tourè

Parlez-vous français? Probabilmente sarà la prossima domanda in voga a Milanello, per buona pace di Capo Zlatan. Alla già buona colonia francofona il Milan aggiunge e pesca nel mercato estivo legionari francesi uno dietro l’altro.

Il primo ha il compito di sostituire il divino Ibra nelle soventi pause dovute agli acciacchi e alla prossima quarantina del totem svedese. Vantaggio lampante: Giroud non è un disadattato nel ruolo di punta come i due disadattati per eccellenza ovvero Rebic e Leao. Paure: anche il moschettiere francese ha la sua età perché viaggia per i 35 anni, viene da tre stagioni in naftalina al Chelsea e non è mai stato un killer d’area di rigore.

A Maignan il compito ancora più difficile, quello di non far rimpiangere il bancomat giallo. All’inizio deve aver destato preoccupazione a Tatarusanu e Plizzarri il fatto che Maignan ha due fratelli. Saranno stati sollevati quando hanno scoperto sui giornali che Mike non è in rapporto con loro ma soprattutto che non c’è di mezzo Mino Raiola e che Maignon avrà una dignità da difendere oltre che i pali del Milan.

Tourè al momento è servito più per chiudere la rima che per altro. D’altronde il ruolo di vice Theo non lascia presagire molte presenze se non quelle nella prossima eccitantissima gara di Coppa Italia nel gennaio 2022.

PERFETTI CONOSCIUTI – Bakayoko, Florenzi e Pellegri

Un lato positivo del mercato rossonero è stato sicuramente quello di aver regalato a Pioli una rosa numericamente più attrezzata di quella dello scorso campionato. Il ritorno di Bakayoko, oltre a completare un poker di centrocampo di buonissimo livello e che dovrebbe evitare improvvisazioni pericolose in un ruolo nevralgico del campo, è sicuramente un notevole miglioramento rispetto a quel Meitè che non dava del tu al pallone e anzi spesso lo insultava. Quel Florenzi che conosciamo da tanti anni come valido avversario invece è un inno alla duttilità, ricambio di assoluto livello per tutta la fascia destra che sia al posto di Calabria o al posto di Saelemaekers. Sarà importante anche la sua esperienza negli ultimi minuti nelle partite più calde o nelle notti di Champions. Esperienza che non può essere invece nello zaino di Pietro Pellegri vista la giovanissima età della punta proveniente dal Monaco. Per lui un’occasione d’oro, quella di studiare da vicino Ibra e Giroud. Non capitano spesso certe fortune.

30 E LODE – Junior Messias

Della sua favola si è detto e si è scritto tanto. Nessun tifoso rossonero a inizio mercato avrebbe mai scelto Junior Messias come erede del turco e siamo rimasti un po’ tutti forse più frastornati dai cento nomi venuti fuori nei mesi di mercato che esaltati dal suo arrivo. E allora ragazzo hai un’arma in più dalla tua. Gioca senza alcuna pressione, divertiti e divertici. Che al Milan i brasiliani sono sempre piaciuti e sono sempre stati utili per raggiungere straordinari risultati. Benvenuto all’università del pallone ragazzo con la maglia numero 30.

RINNOVI PARTE 2 – Capitani e marinai

E qui si entra nel futuro prossimo. È vero il mercato per Maldini e Massara è finalmente finito ma c’è da lavorare subito. La saga ingrati e cornuti deve per forza di cose lasciare un insegnamento. Ok la linea Elliot sul tetto salariale ma forse bisogna cominciare a trattare con largo anticipo evitando di trovarci già ora con l’acqua alla gola.

Se per il capitano, ormai ex-capitano, Romagnoli sembra tutto tacere in un quieto vivere da separati in casa anche a causa della mancata titolarità per Frank Kessiè le cose sembrano complicarsi e non poco. Qualcosa però a noi tifosi non torna e sono le parole al miele che il centrocampista rossonero aveva urlato alla gazzetta nel mese di luglio “Torno dalle olimpiadi e rinnovo subito.”

Ora le Olimpiadi sono finite da un bel po’ e a Milano sei tornato. Quello che non sapevamo è che partito da presidente fosse tornato un marinaio con delle promesse non mantenute.

Siamo ancora in tempo per correggere la rotta Franck, niente stronzate.

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