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Io l’ho vista così: Milan-Lazio 2-0

Netta, meritata ed insindacabile. La vittoria sulla Lazio, che fino alle 18:00 era in vetta a punteggio pieno e che tanto aveva fatto strabuzzare gli occhi ai commentatori, già ebri di sarrismo dopo soli 180’, assegna indubbiamente al Milan ed al suo allenatore il ruolo che molti faticavano ancora a riconoscere: quello di protagonista. Dopo un anno e mezzo di crescita costante e continua possiamo finalmente affrontare i match che contano con la consapevolezza che sono gli altri a doversi preoccupare, e tanto, di noi.

La prima mezz’ora rossonera è stata tanto straripante nel gioco quanto, purtroppo, poco efficace in zona gol. Guidati da un Sandro Tonali sontuoso in mezzo al campo, i ragazzi hanno letteralmente chiuso i biancocelesti nella loro area di rigore, soffocandoli con un pressing asfissiante e stordendoli con trame di gioco veloci ed imprevedibili che hanno portato ora Romagnoli, ora Tomori, ora Leao, ora Calabria alla conclusione. Qui, come dicevo, è emersa l’unica pecca dei nostri ossia quella di non riuscire a concretizzare l’enorme mole di gioco che stavamo creando. La Lazio si è vista solo con un colpo di nuca di Milinkovic Savic che Maignan ha bloccato senza difficoltà. Quando, sul finire del tempo, abbiamo rifiatato e la partita sembrava più equilibrata, è invece arrivato il meritatissimo gol del vantaggio con Leao che, ripartendo a tutta velocità e dopo aver lasciato sul posto un paio di avversari, ha chiesto ed ottenuto lo scambio a Rebic in area di rigore trovandosi nella posizione perfetta per fulminare Reina con un piattone preciso. A quel punto mi aspettavo di andare al riposo felice, contento ed estasiato ed invece il rientrante Kessie – che voglio giudicare solo per quello che fa vedere sul campo (cioè tanto) perché sul resto preferisco mordermi la lingua -, si è dapprima procurato un calcio di rigore, salvo poi sparare la palla del 2-0 sulla traversa rendendo il riposo più preoccupante di quello che avrebbe meritato di essere.

Nel secondo tempo siamo ripartiti con meno aggressività rispetto al primo ma con idee e concetti di gioco ben chiari da rinfacciare agli avversari: siamo più forti di voi e la partita continuiamo a condurla noi. Ed infatti Romagnoli e Tomori, Tonali e Kessie, Rebic e Leao hanno continuato a menare le danze nelle rispettive zone di pertinenza impedendo ai loro dirimpettai il benchè minimo segnale di risveglio. Quando, poi, ha fatto il suo rientro in campo Sua Maestà Zlatan Ibrahimovic, la sensazione di superiorità della squadra ha raggiunto la grandezza dell’ego smisurato dello svedese. Pochi minuti dopo, da un lancio di prima di Tonali, geniale nella pulizia del gesto tecnico, è partito il contropiede che Rebic ha condotto alla sua maniera fino all’ingresso in area di rigore, tagliandola a metà con un cross rasoterra che Ibra ha spinto in rete senza difficoltà.

Sul 2-0 Bakayoko, entrato (male) da poco ha accusato un problema fisico che lo ha costretto a lasciare il campo a Bennacer, Zlatan ha sparato alto di destro da buona posizione a conclusione dell’ennesima azione spettacolare rossonera ed Immobile, nel suo unico guizzo della partita, ha impegnato Maignan con un destro potente ma centrale. Al triplice fischio di Chiffi il Comandante Sarri, dopo essersi lamentato per tutta la partita non si sa per cosa, ha trovato anche il modo di farsi cacciare per aver litigato con Saelemaekers.

Se la prestazione di Sandro Tonali merita il voto del suo numero di maglia, quella di Romagnoli, Tomori e Rebic ci si avvicina molto. Secondo tempo eccezionale per abnegazione e precisione quello di Calabria che si incastona perfettamente nel contesto di una partita in cui tutti hanno fatto un figurone, ad eccezione di un confusionario Bakayoko, che ha rischiato anche il rosso per un entrataccia su Acerbi.

La settimana che ci aspetta è di quelle che fanno tremare i polsi. Ma dubito che dalle parti di Anfield e di Torino dormiranno sonni tranquilli.

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