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Io l’ho vista così: Spezia-Milan 1-2

Vittoria pesante quanto lo erano le gambe di Giroud, importante quanto il ruolo che si sta ritagliando Brahim e romantica quanto la favola della dinastia Maldini che, in un caldissimo pomeriggio ligure, ha scritto, glielo auguro, solo la prima di una lunga serie di pagine d’amore tra quel cognome e la nostra maglia.

La prima frazione l’abbiamo giocata a ritmi ed intensità agostani. E per fortuna non siamo andati sotto a pochi secondi dal riposo quando, sull’ennesimo appoggio sbagliato di Kessie, abbiamo preso una ripartenza in inferiorità numerica che non ha avuto conseguenze disastrose solo grazie alla bravura di Kalulu e, soprattutto, alla loro poca cattiveria. Azione emblematica, comunque, di un pessimo primo tempo, nel quale non siamo mai riusciti a centrare lo specchio della porta, fatta eccezione per un gran riflesso di Zoet su un pallonetto di Theo che sarebbe, comunque, stato vanificato dalla bandierina alzata del guardalinee. Per il resto un destro strozzato di Tonali, una punizione larga di Theo ed un colpo di testa di un Rebic abulico sono state le uniche occasioni in cui ci siamo presentati, più o meno pericolosamente, vicino alla loro porta. 45 minuti in cui Maldini, tolti i primi incoraggianti minuti, ha faticato tantissimo, sparendo alla lunga, Rebic è sembrato in una di quelle giornate in cui non gli riesce persino lo stop più elementare e Giroud ha finito piegato sulle gambe, in evidentissimo debito di ossigeno. Lo Spezia, dal canto suo, non ha disdegnato preoccupanti ripartenze con un tiro fiacco di Nzola ed un colpo di testa al lato di Maggiore, prima dell’occasionissima di cui si è detto in precedenza.

Pioli, nell’intervallo, ha deciso di inserire Leao e Pellegri al posto di Rebic e Girod. La scelta si è rivelata azzeccatissima, soprattutto per quel che riguarda il portoghese che ha subito spaccato la partita, accelerando e dribblando sulla fascia come nelle giornate migliori. Da una sua iniziativa è nato il gol di Daniel Maldini, che è svettato di testa nel cuore dell’area, su cross perfetto di Kalulu. Esordio da titolare con gol: se son rose… Lo Spezia ha comunque reagito portando una serie di azioni pericolose dalla parte di Maignan, con Giasy e Antiste i quali, tuttavia, erano entrambi in fuorigioco. Solo la sfiga ha, quindi, impedito a Leao di raddoppiare con un fantastico tiro a giro che è andato a sbattere sul palo. Il pericolo maggiore lo abbiamo corso subito dopo quando, da una rimessa laterale sbagliata, ci siamo fatti mettere a giro sulla fascia da una serie di dai e vai spezini con conseguente cross radente in area che Maggiore ha sparato alto da zero metri. Leao ha, nuovamente, avuto la possibilità del colpo del KO ma il suo sinistro, dal dischetto del rigore, è stato impreciso.

A quel punto la squadra sembrava aver tirato i remi in barca e ha rinunciato un paio di volte ad accelerare in contropiede, preferendo ripiegare e gestire. Purtroppo il calcio insegna che, molto spesso, questo atteggiamento lo si paga ed infatti, al minuto 81, Verde, accentrandosi dall’out di destra, ha lasciato partire un sinistro non irresistibile che, però, si è trasformato in letale grazie alla doppia deviazione di Theo e di Tonali. Il mister ha, quindi, richiamato Brahim Diaz dalla panchina per provare a tornare davanti. E ci è riuscito visto che la squadra ha alzato improvvisamente il baricentro di una trentina di metri. Leao ha prima spaventato Zoet con un destro potentissimo che è sfilato largo di poco, poi Saelemaekers, anche oggi autore di una gran partita, si è incuneato in area bianconera dal lato sinistro, è riuscito a saltare un paio di uomini e a mettere in mezzo la palla che Brahim, il Re Mida settembrino, ha trasformato in oro regalandoci i tre punti.

La Spezia 25/09/2021 – campionato di calcio serie A / Spezia-Milan / foto Image Sport
nella foto: esultanza gol Brahim Diaz

Se il gol di Daniel merita la copertina per il valore affettivo, Rafa Leao merita, quanto meno, la controcopertina per l’incisività e la spavalderia con cui è riuscito a cambiare la partita. E se fosse entrato quel palo staremmo qui a gridare al golazo. Molto bene anche Saelemaekers e Theo, l’unico a sprintare nel primo tempo e autore di una chiusura difensiva eccezionale alla fine. Non mi è piaciuto per niente, invece, Kessie.

Brindiamo al primo iconico e dinastico gol in A di un (altro) Maldini, classe 2001, arrivato su assist di un 2000. Poi l’hanno decisa quelli del 1999. Quando si dice la meglio gioventù.

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