papà van basten,

Andiamo ai materassi

“Go to the mattresses”, traduzione letterale “andiamo ai materassi”, è la frase urlata da un incazzatissimo Sonny Corleone stanco dei consigli e delle mediazioni del fratellastro Tom Hegen.

Il primo genito della famiglia Corleone non vuole più trattare con le famiglie nemiche e soprattutto vuole vendicare il tentato assassinio del celebre Don Vito.

Ovviamente stiamo parlando di quel capolavoro de “Il Padrino” con un passaggio, quello citato, diventato nel corso degli anni iconico. Comincia la strepitosa coppia Tom Hanks-Meg Ryan in un divertente “C’è posta per te” e poi si arriva udite udite all’uomo più connesso e ricco del pianeta, Mark Zuckerberg co-fondatore di Facebook, in una intervista sui suoi rapporti tesi col governo americano si era detto pronto ad andare…ai materassi.

Ma cosa vuol dire questa espressione? Era la dichiarazione con la quale i Corleone annunciavano che i propri soldati erano pronti ad andare in guerra, abbandonando famiglie e case e trovando ristoro in alloggi improvvisati, privi di letto ma con un materasso di fortuna per un pisolino.

 

Uno splendido Peter Clemenza, capo-regime e braccio destro di Santino Corleone, è ritratto di quanto sopra rappresentato.

E a proposito di andare ai materassi ecco che domani per la sfida di Champions League arrivano a Milano proprio loro, i materassai di Spagna.

Stavolta Marlon Brando non c’entra niente però perché il soprannome Colchoneros, ovvero materassai, viene fuori dal colore e dalla uniforme della squadra madrilena che erano analoghi a quelli delle tele che all’epoca rivestivano i materassi.

E quindi guerra sia, sportivamente parlando, contro una delle squadre più forti e rognose d’Europa.

Undici anni sotto la guida di Diego Pablo Simeone sono una fortissima continuità che oggi non trova eguali nell’elite europeo. La squadra del tecnico argentino è famosa negli ultimi anni per aver anestetizzato tantissime compagini europee più attrezzate a suon di pressing, calcioni e ripartenze feroci. Ma non sarebbe onesto dipingere l’Atletico di Madrid come una squadra solo agonistica. Perché nel frattempo sono state aggiunte nel corso degli anni personalità forti come quella di Luis Suarez, celebre studente italiano all’università di Perugia. È tornato il figliol prodigo Griezmann che non avrà ben figurato nei due anni al Barcellona ma ha sempre talento da vendere. C’è anche un Joao Felix che è considerato in patria il prospetto del futuro che erediterà la corona piena di gel di Cristiano Ronaldo.

Insomma non sarà una passeggiata. Tutti ai materassi dunque, i terribili giovani diavoli sulla trequarti che dovranno evitare il blackout emotivo di Anfield ma soprattutto i vecchi leoni Simon Kjaer e Olivier Giroud su tutti. Il primo dovrà tenere a bada quel vecchio squalo uruguagio, il secondo dovrà semplicemente replicare quanto fatto lo scorso febbraio in Champions League, quando con una splendida rovesciata ha lasciato di sasso il Cholo ed i suoi giocatori.

Bucare un materasso si può, Oliver sa come si fa.

In bocca al lupo ragazzi.

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