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Io l’ho vista così: Atalanta-Milan 2-3

L’avremmo, meritatamente, stravinta. Di Bello ce l’ha fatta solo vincere. Ma dopo una prestazione simile, dopo 6 vittorie su 7 partite e, soprattutto, dopo esserci divertiti come matti nel vedere una squadra che, praticamente ad ogni ripartenza, creava la possibilità di far male all’Atalanta, beh possiamo tranquillamente archiviare ogni polemica arbitrale (anche perché veniamo già da un martedì avvelenato) e goderci il momento. In questo momento siamo davvero fortissimi.

Pronti via e Kessie ha appoggiato centralmente su Saele che ha servito Theo, anch’egli nell’inedita zona centrale del campo, quella in cui, sparigliando completamente l’assetto atalantino, Pioli ha deciso di fargli passare buona parte del primo tempo. Il francese ha visto Capitan Calabria inserirsi a mille e lo ha messo davanti alla porta. Davidino ha approfittato, poi, dell’incertezza di Musso depositando nella porta sguarnita. 28 secondi di pura goduria. Da lì in poi è iniziata una partita bellissima, giocata a velocità supersonica da due squadre che si sono letteralmente prese a cazzottoni. Palomino ha immolato la sua provvidenziale capoccia sul tiro a giro di Brahim diretto all’incrocio, poi Zapata ha vinto il duello con Kjaer e ha impegnato Maignan, con Tonali eccezionale nel depotenziare il successivo tap-in di Malinovskyi e permettere a Tomori di rinviare sulla linea. Noi, nel frattempo, eravamo sempre pericolosissimi negli spazi con Rebic che teneva sempre sul chi va là i loro centrali difensivi. Maignan si è, quindi, dovuto distendere sul sinistro di Zappacosta e, sul corner susseguente, è stato iper-reattivo nel deviare la testata di Zapata. L’Atalanta, piano piano, ha allentato la pressione, complice l’infortunio di un Pessina fino ad allora fastidiosissimo, stiratosi a seguito di un intervento prodigioso di Fikayo nel cuore dell’area. Al minuto 42 Freuler ha cincischiato davanti alla sua area, Tonali gli ha rubato palla ed è volato indisturbato verso il raddoppio, freddando Musso con un piattone destro. Prima della fine di un primo tempo scoppiettante da segnalare anche il destro uscito di un niente di un ritrovato Kessie.

Il secondo tempo lo abbiamo gestito come fanno le grandi squadre, senza concedere praticamente nulla ai nerazzurri che schiumavano rabbia e frustrazione, colpendoli nell’orgoglio e nel loro punto di forza: l’uno contro uno, specialità in cui ora Kjaer, ora Tomori, ora Kessie, ora chiunque hanno avuto la meglio sui rispettivi avversari. Allo scoccare dell’ora di gioco Saelemaekers ha avuto sulla testa la palla del 3-0 su cross perfetto di Rebic, ma Musso è stato bravissimo a deviare in angolo. La partita ha, teoricamente, finito di aver senso al 78’ quando Kessie ha recuperato l’ennesimo pallone e servito l’esordiente Messias che ha subito allargato su Leao. Il geniale colpo di tacco di Rafa ha permesso a Theo di scaricare sul campo tutti i cavalli del suo motore: il francese ha arato il campo e, giunto al limite dell’area, ha restituito palla allo stesso portoghese che, con classe infinita, ha scaraventato sotto il sette il 3-0 inappellabile. In realtà, come dicevo all’inizio, è poi salito in cattedra l’arbitro Di Bello che prima ha punito il mani di Messias con il rigore che Zapata ha trasformato, ignorando che il pallone, prima di carambolare sul braccio – comunque largo – avesse sbattuto sulla coscia del brasiliano. Poi, a 1 minuto dal triplice fischio finale, ha deciso di sorvolare sul fallo di Zapata sempre su Messias (lo sgambetto, per quanto involontario, è evidentissimo) convalidando il 2-3 finale siglato da Pasalic.

Sinceramente non riesco a trovare un giocatore che possa andare sotto il 7 in pagella ma i due mediani oggi ci sono andati entrambi molto al di sopra. E se per Tonali è una piacevolissima conferma, per Kessie rappresenta la tanto attesa rivincita. Anche Leao ha fatto una prestazione da stropicciarsi gli occhi. Sfortunato, invece, Messias, che è entrato anche bene ma è stato protagonista nei due gol orobici.

Se, come dice Guardiola, giocare con l’Atalanta è come andare dal dentista, oggi giocare contro il Milan è come partecipare a una rissa: si rischia seriamente di uscirne con le ossa rotte.

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