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La partita in una canzone: I MIEI PARENTI DI BERGAMO (GENE GNOCCHI)

(di Andrea Minardi)

Sostengo che Dio abbia messo la parte piu’ bella della nostra vita all’inizio; e questo mio pensiero difeso sovente a spada tratta e’ stato oggetto di molte discussioni tra una birra rivedibile e una sigaretta biascicata al freddo umido della pianura padana.
Dove invece si e’ tutti d’accordo, con un verdetto unanime come in molte vittorie di Sugar Ray Leonard, e’ che questo assioma, del meglio sempre all’inizio, valga per le carriere e gli album dei cantanti, le saghe dei film, gli spettacoli degli artisti.

E’ il caso del mio concittadino Gene Gnocchi, presenza fissa delle fiere locali e delle feste dell’unita’ del circondario, accompagnato da un improbabile gruppo tra cui spiccavano i suoi fratelli e l’antennista del paese.
Rock tirato accompagnato da un umorismo surreale, comicità autentica che preferisco tuttora al resto del suo percorso artistico, che gli regalo’ una certa notorieta’ e mise Fidenza sulla mappa (come dicono gli americani) prima ancora che il mio triste paesello venisse conosciuto solo per un vasto centro commerciale.

Non so se Gene avesse parenti di Bergamo, so che invece li ha il Milan.
Bergamo e’ il terzo aeroporto di Milano, ha una distanza affrontabile in poche decine di minuti, se l’Inter e’ nostra cugina per definizione, l’Atalanta e’ come una cugina in seconda.
Ed e’ una cugina diventata molto bella, presenza ricorrente nell’Europa che conta, e inquilina delle zone alte della classifica, dopo anni di lotte per la salvezza e qualche discesa agli inferi della cadetteria; insomma , come quelle cuginette brufolose e dimesse, che poi pero’ crescono e ti fan fare anche qualche wild pensiero.

I miei parenti di Bergamo mi hanno detto che… inizia la canzone, ed a noi rossoneri ci han detto che siamo in un ottimo momento, tendiamo ad imporre il nostro gioco contro avversari competitivi seppur di diversa impronta calcistica, quali le squadre di Gasperini o Simeone.
Mi han detto che Calabria e’ uno dei terzini piu’ forti d’Italia, che Tonali ha acquisito una personalita’ che ricorda l’Albertini prima maniera, che Leao sa essere imprevedibile ed imprendibile, che Maignan incarna la nemesi rossonera al destino che ci ha portato via il fenomeno cresciuto nel giardino di casa.

Mi han detto che Kessie sta tornando ai suoi livelli abituali, e che con Tomori e Kjaer formiamo un muro pressoche’ invalicabile, a parte rigori che definirei madreteresiani dal tanto son generosi.
Mi han detto che ci sappiamo rialzare dopo i traumi, quale e’ stata l’immeritata sconfitta europea, e sappiamo resistere agli urti della sorte avversa.

Insomma , le ultime 2 visite ai nostri parenti di Bergamo ci han regalato delle giornate da circoletto rosso, ed un sorriso per le giornate successive; non sempre e’ stato così, ma una sconfitta rotonda in uno stadio saltellante pare oggi molto lontana.

Ma d’altronde per i parenti e’ cosi’, una volta andare a fare visita sembrava una noiosa incombenza, un dovere che sapeva di seccatura, poi piu’ avanti ci si va piu’ volentieri, magari sapendo che il tempo passa e che quando se ne andranno, il tempo passato li ci sembrera’ ineluttabilmente stato troppo poco.

Clicca qui per ascoltare la canzone

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