NEWS, papà van basten,

Il ritorno del Monumento

Ciao bambini,

sono tornato! Vi ho scritto l’ultima volta a fine maggio, ricordate? Nel salutarvi, vi confessai di non essere mai stato Pinocchio, il burattino in mano a Mino, bensì di essere Lucignolo, l’amico perfido e tentatore.

Beh, che mi dite? State bene? Lo sapete che stasera rimetterò piede a San Siro? Mi avete preparato un’accoglienza degna del mio nome? Io avrei umilmente pensato di entrare in campo prima degli altri, tipo Apollo Creed in Rocky IV, con Mino nelle vesti di James Brown e “Living in America” sparato a tutto volume. A quel punto credo di meritare un’ovazione seguita da applausi scroscianti. Poi avrei bisogno di qualcuno che mi consegni una grossa corona di alloro, ritenuto, fin dall’antichità il simbolo della gloria. Che ne dite di una madrina che possa avvicinarsi al mio livello? Che ne so, Bella Hadid, Kate Moss…una così. Anzi no, chiamate Monica Bellucci che, in comune con me, ha il merito di aver esportato il meglio del made in Italy a Parigi. D’altronde, bimbi, me lo merito. Vi è piaciuto quest’estate fare “popopopo” con le bandiere tricolori in macchina con mamma e papà? Ecco, dovete ringraziare solo me. Ho vinto persino il premio come miglior giocatore dell’Europeo e voi non vorreste degnarmi di un’accoglienza degna di un Fenomeno, con la F maiuscola, quale io sono?

Poi, miei amati, avrei pensato, alla fine dell’inno nazionale, di prendere brevemente la parola per rammendarvi quanto siete stati fortunati, voi bimbi milanisti, ad aver avuto l’onore di vedere la vostra misera maglia bagnata dal mio sudore. Proporrei, stasera, di incorniciarne una, magari l’ultima, quella di Bergamo, e, successivamente, custodirla a Casa Milan come fosse la Sacra Sindone, rendendola persino ostensibile a voi fedeli una volta all’anno. E, già che siamo a San Siro, quale occasione migliore per  indire una nuova festa, scegliendo una delle vostre misere domeniche da dedicare a mio fratello Antonio, che per quattro lunghi anni ha meritato il premio di terzo portiere più pagato al mondo. Bell’idea, vero? Ho sempre adorato l’umiltà e la semplicità di noi Donnarumma.

Come dite? Ci siete rimasti male quando sono andato via a parametro zero? Ma quante volte ve lo devo dire? Io sono sempre stato raiolista, mai milanista. Faccio quello che dice e conviene a Mino, mica quello che volete voi romantici tifosotti. I soldi del mio cartellino li meritava Mino, mica il club che mi ha cresciuto e pagato per anni. Non azzardatevi, quindi, a fischiarmi, men che meno a contestare le mie, diversamente ambiziose, scelte di vita. Ma volete mettere la soddisfazione di entrare in una sala trofei praticamente vuota come quella del PSG e sapere che, grazie alle parate di Keylor Navas, magari vinceremo anche una coppa? Voi non immaginate quanto mi è piaciuto, in questi mesi, conversare in panchina con Mauro Icardi del nostro conto in banca!

Ad ogni modo ho già rilasciato un’intervista l’altro ieri in cui vi ho persino citati, voi milanisti. Ed anche di questo dovreste ringraziami: invece di finire nell’oblio come meritavate, avete avuto l’onore di essere ricordati da Me medesimo, nella mia prima intervista post Europeo. Altro che rabbia e contestazione. Anzi, proprio per scongiurare questo pericolo, Mino ha già informato i suoi amici giornalisti i quali oggi vi hanno preventivamente avvertito che fischiarmi mentre indosso la maglia della Nazionale sarebbe un sacrilegio, un’ingiustizia, un torto, una squallida dimostrazione dell’arretratezza in cui versa il nostro calcio, incapace di accettare che noi Eroi contemporanei abbiamo tutto il diritto di crescere baciando una maglia, guadagnare milioni, mentire e scappare senza lasciare nulla in cambio. Se lo faceste, quindi, potreste essere passibili di DASPO, oltre che fare la figura degli inguaribili coglioni (perdonate l’eufemismo).

Ricordate sempre che io sono Gigio, sono Lucignolo, sono un Modigliani, sono un Mito vivente, un Monumento. E voi non avete alcun diritto di essere i miei piccioni.

Ci vediamo stasera, non vedo l’ora di ricevere il vostro affetto.

 

Umilmente vostro,

Gigio

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