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EP. 4 – STORIE DI GUARDIANI DAL CUORE ROSSONERO: DOVE OSANO LE AQUILE, FORZA MIKE!

Avevamo dato vita a questa rubrica ad inizio estate dopo la partenza del precedente portiere narrando le gesta di alcuni dei suoi predecessori che nell’ultimo trentennio hanno dedicato alla causa rossonera non solo il loro talento e la loro classe ma anche e soprattutto il loro cuore, il loro sudore e il loro impegno mai mancato nel corso degli anni. Portieri non magari campionissimi ma professionisti esemplari sì, gente attaccati ai valori e non ai procuratori.

Si era dunque iniziato con l’ascensore umano, Sebastiano Rossi, protetto sì da una delle più forti difese della storia del calcio ma che con il suo carattere e la sua tempra aveva lasciato più di un dolce ricordo nei cuori rossoneri.

Avevamo dunque proseguito con Christian Abbiati, più silenzioso, meno personaggio di Seba ma professionista esemplare e gran portiere che nonostante prestiti ed esperienze in altre squadre ha di fatto iniziato e chiuso la sua carriera a Milanello con la fascia di capitano al braccio, con oltre 300 partite in maglia rossonera.

Ed infine Dida, il felino brasiliano splendido protagonista nelle notti europee del Milan di Ancelotti, Signore di Manchester che nonostante abbia concluso la sua avventura rossonera fra papere ed incertezze è stato l’unico a dei tre a regalare lampi da fuoriclasse fra i pali.

A onor del vero mancherebbero all’appello anche altri protagonisti: come dimenticare il pantalone lungo di Giovannino Galli a Belgrado pochi mesi dopo sul tetto d’Europa con Sacchi. O ancora il sorriso a Tokyo dello sfortunatissimo Andrea Pazzagli al quale mandiamo più di un pensiero ed un saluto in cielo. C’è spazio anche per l’avvocato Mario Ielpo collezionista di scudetti nel Milan di Capello che continua a tifare ed interessarsi del suo Milan. Tutti professionisti e persone esemplari, insomma dei veri e propri guardiani dal cuore rossonero.

Ecco dunque che in questa categoria sentiamo il piacere più che l’obbligo di inserire anche chi è arrivato da poco. Un ragazzo che ha appena preso le misure dei pali e delle traverse di San Siro e che ad oggi ha collezionato solo 9 presenze ufficiali. Ovviamente stiamo parlando del nostro nuovo idolo: Mike Maignan.

Perché tanta fretta? Perché Mike si è fatto volere bene dal suo primo istante di Milan. Perché Mike è forte, è attento, è vigile. Ha lo sguardo di chi non vuole perdersi un attimo della sua vita da professionista e trasuda milanismo da tutti i pori. È uno con le palle che ha affrontato l’argomento razzismo subito di petto, come pochi hanno fatto in Italia, specialmente se si è in questo paese da pochi giorni e non si ha paura di alzare la voce e prendere subito posizione.

E poi eccolo lì in campo, quello che più conta per un calciatore, dove non ha minimamente pesato sulle sue mani l’eredità di quell’individuo volato a Parigi a fare tanti bancomat e tantissima panchina. Una eredità che avrebbe potuto schiacciare e tritare qualsiasi portiere ma non Mike che ha cominciato a difendere sin dai primi minuti a Marassi il suo Milan ed i suoi compagni.

E non si è limitato a difenderlo, lo ha anche sovente rilanciato. Chiedere informazioni a Leao per le tante ripartenze nate dai suoi lanci precisi e potenti come quelli di un centrocampista navigato. Chi sembra aver un particolare debole per lui è proprio Stefano Pioli, riportiamo un passaggio di una conferenza stampa di inizio campionato: “Mike è incredibilmente scrupoloso e diffidente. Forse anche troppo.” Dichiarazione per nulla banale quella del mister rossonero che aveva lo scopo di far percepire all’ambiente Milan e anche alla stampa sportiva lo spessore e la personalità di chi era arrivato a difendere i pali rossoneri.

Ed i compagni? Basti vedere l’abbraccio di un personaggio, piuttosto freddo ed apparentemente anaffettivo, come Rebic a Mike nell’ultima partita di Bergamo.


Ecco oggi è il giorno giusto per noi tifosi di unirci all’abbraccio di Ante. Non tanto per una bella parata che ha salvato il risultato quanto per ringraziare Mike Maignan per la sua magnifica presenza e per aver ridato dignità, valori e prestigio alla porta rossonera. Quella porta dove ti aspettiamo presto campione. Buona guarigione!

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