papà van basten,

LETTERA A SAMU CASTILLEJO

Grazie Samu.

Grazie per avermi ricordato perché è così facile innamorarsi di questo meraviglioso sport.
Grazie per la voglia con cui sei entrato in campo, rispondendo come un calciatore e un uomo vero deve fare, alle critiche degli allenatori da bar o dei DS da tastiera e ai periodi bui.

Grazie per ogni singola goccia di sudore lasciata sul prato di San Siro.


Grazie per i silenzi di questi mesi che valgono più di mille parole e di proclami insensati e non richiesti.
Perché molto spesso, chi parla troppo, non ha nulla da dire.

Grazie per l’amore che hai mostrato per questi colori e per questo glorioso club, sin dal primo giorno in cui hai messo piede a Milanello.
Grazie anche per le volte in cui mi hai fatto incazzare, perché solo grazie a tutto questo, posso volerti così bene adesso.

Grazie per quelle parole non dette.
Grazie per la tua umiltà.

Grazie soprattutto per essere un giocatore “normale” in un calcio fatto sempre più di pseudo fenomeni e figurine.
Grazie per avermi e averci mostrato che ci sono ancora cose che vanno oltre commissioni, procuratori e contratti.
Ci sono i sentimenti, le emozioni, le paure, la rabbia. Ci sono gli uomini.
Grazie per quelle lacrime meravigliose e sincere a fine partita. Perché ti sei mostrato per ciò che sei: UNO DI NOI.

Perciò piangi Samu! Piangi! Urla! Impreca! Gioisci! Tifa!

Perché questo è esattamente quello che fa, ogni maledetta domenica, un qualunque cuore rossonero come noi, come te.
Non so cosa ci riserverà il destino. Non so se le nostre strade si separeranno. Quello che so è che avrai sempre il mio rispetto.
Il rispetto di chiunque ama questi colori, esattamente come li ami tu.
Grazie Samu.

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