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Io l’ho vista così: Bologna-Milan 2-4

Dopo due lunghissimi anni sono finalmente tornato allo stadio. E ne sono uscito contento come un bambino per la vittoria conquistata faticosamente. Già, perché purtroppo le assenze continue e prolungate (ultima sarà quella di Castillejo) stanno pian piano fiaccando lo spirito sbarazzino e aggressivo con cui affrontavamo gli avversari, costringendo i superstiti (mai vocabolo fu più appropriato dinanzi alla guerra che stiamo combattendo contro la sfiga) a prestazioni più ragionate e, quindi, più scialbe. In pratica, da un paio di partite, stiamo giocando di merda, quanto meno se paragoniamo gli ultimi incontri allo spettacolo offerto in precedenza.

Il Bologna è partito abbastanza bene e il primo brivido è arrivato all’esito di una mancata uscita alta di Tatarusanu su corner che, fortunatamente, Arnautovic ha messo fuori. Ma dopo pochi minuti, dopo un bell’anticipo di Ballo-Tourè, la palla è arrivata tra i piedi gentili del nostro quarantenne che ha visto il corridoio giusto per permettere a Leao di sprintare sulla fascia ed entrare in area. Il resto lo ha fatto il sinistro di Rafa che, complice la decisiva deviazione di Medel, si è insaccato alle spalle di Skorupski. Dopo l’1-0 Kjaer ha messo in porta Krunic, steso prima dell’ingresso in area da Soumaro. Valeri, l’uomo dei cartellini rossi, stavolta lo ha estratto in faccia al nostro avversario mettendo, in teoria, la partita sui binari della tranquillità. Quando Calabria ha trovato il raddoppio scaraventando in porta la palla smanacciata goffamente dal loro portiere, lo stadio si è ammutolito ed io, seduto in mezzo ai tanti sostenitori felsinei, godevo nel mio silenzio, pregustando un tranquillo prosieguo di serata con tanto di goleada.

Ora se l’errore di credere che la partita sia finita lo possono commettere sugli spalti i tifosi incompetenti come me, non possono certo permetterselo i professionisti in campo. Altrimenti capita che, nel giro di sette-minuti-sette, il Bologna in inferiorità numerica rimetta in piedi la partita mandando a ramengo ogni discorso sulla gestione del risultato, delle forze e del gioco. Al 49’, infatti, il solito calcio d’angolo tagliato di Barrow ha incocciato la nuca di Ibra e si è infilato alle spalle di Tatarusanu, poi ci siamo fatti infilare come dilettanti da una pregevole combinazione Arnautovic-Soriano-Barrow con lo stesso attaccante gambiano bravo a superare il nostro portiere, apparso più che altro timoroso nell’uscita. Il Dall’Ara si è trasformato in una bolgia a quel punto e io sono sprofondato nel mio incredulo silenzio. La folla in tumulto si è, quindi, ancor più imbestialita quando Valeri ha mostrato il secondo rosso di giornata a Soriano per l’intervento killer sulla caviglia di Ballo-Tourè. Ho rischiato il linciaggio dal mio vicino di posto quando, dal cellulare, gli ho mostrato il fallaccio perché, si sa, in quei momenti l’obiettività è una chimera irraggiungibile.

A quel punto, con il vantaggio di due uomini, Pioli ha inserito Giroud al posto di Krunic per tenere lì davanti il doppio centravanti. A dire il vero il gioco, già poco fluido in precedenza, si è invece arenato completamente e abbiamo cominciato a lanciare lungo alla rinfusa alla ricerca del capoccione di uno dei nostri colossi. Ne è scaturito un solo serio pericolo per la porta rossoblu con Skorupski miracoloso nel distendersi a deviare il colpo di testa di Oliviero. Il Bologna, dalla sua, ha continuato la sua prestazione gagliarda e volitiva ed è andato vicinissimo al vantaggio con Arnautovic prima (bravo Tata in uscita) e con Tehate poi, lasciato libero di colpire di testa sugli sviluppi di un corner. Alla fine, fortunatamente, l’abbiamo spuntata noi grazie al sinistro al volo di Bennacer, bravissimo a tenere bassa la palla che spioveva dal cielo. Con il 3-2 il Bologna si è sbilanciato alla ricerca del pareggio ed è stato nuovamente infilato dai nostri dopo un coast to coast di Isma che, arrivato ai 25 metri, ha servito Ibra, il quale ha preso la mira e impallinato per la quarta volta Skorupski.

Tra i migliori certamente Calabria e Bennacer, autori di due gol importantissimi e tra i pochi capaci di spezzare e ribaltare l’azione. Note positive anche da Ballo-Tourè ma, dal vivo, mi ha impressionato la facilità di corsa, di recupero e di gestione di palla e posizione di Sandro Tonali nel primo tempo. Leao è sparito dopo il gol mentre Zlatan – quanto mi costa scriverlo – mostra i segni del tempo che scorre inesorabile.

Nonostante l’emergenza continua sono arrivati altri tre importantissimi punti. Ma adesso vediamo di recuperare qualcuno degli indisponibili perché l’ossigeno comincia a scarseggiare. E lassù in vetta se ne sente un disperato bisogno.

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