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Io l’ho vista così: Milan-Torino 1-0

Brutta, sporca e cattiva. Ma tremendamente importante. La vittoria di misura contro il rognosissimo Torino di Juric ci permette di toccare quota 28 punti su 30 disponibili, sinonimo di miglior partenza di sempre della storia del Milan. Il tutto in due mesi costellati da infortuni e assenze in serie. Più di così era davvero difficile chiedere a questi ragazzi.

Primo tempo di lotta e di governo per un Milan capace di chiudere la frazione in vantaggio, pur non mostrando un gioco particolarmente spumeggiante e manovrato. E’ stato, infatti, sufficiente, al minuto 14, il tap-in di Giroud che ha raccolto la spizzata di Krunic su corner di Tonali per rompere la resistenza granata. Per il resto il gioco ha latitato molto, vista anche la scelta di Pioli di saltare sistematicamente il centrocampo con lanci lunghi alla ricerca della testa del centravanti francese, attorno al quale gravitava Leao che avrebbe dovuto raccogliere la seconda palla lanciandosi negli spazi. Questo atteggiamento ha avuto, a dire la verità, poco successo perché Rafa si è riuscito a liberare solo un paio di volte andando al tiro in maniera velleitaria verso la porta di Milinkovic-Savic. Il più pericoloso dei nostri è stato, invece, Krunic con due colpi di testa, uno a metà e uno a fine tempo, che sono sfilati fuori di poco. Il Toro, dal canto suo, ha fatto la sua solita partita gagliarda senza, fortunatamente, rendersi mai effettivamente pericoloso dalle parti di Tatarusanu.

Il secondo tempo, invece, è stato di pura sofferenza. Le intelligenti sostituzioni degli ammoniti Romagnoli e Kalulu per far posto a Kjaer e al rientrante Theo Hernandez hanno, quanto meno, reso meno angosciante il subire il gioco granata che, per 45’, ci ha di fatto impedito di creare occasioni. Ed infatti, tolte due conclusioni finite in curva di Saelemaekers e Theo, l’intera frazione di gioco è stata appannaggio dei ragazzi di Juric che, a differenza del primo tempo, si sono resi più volte pericolosi. All’inizio del tempo Pobega, di testa, ha sparato alto da ottima posizione. Poi Belotti ha ciabattato il diagonale da dentro l’area di rigore. Sanabria ha quindi impegnato severamente Tatarusanu dopo essere stato servito da Praet che aveva approfittato di uno svarione di Bakayoko. Lo stesso centrocampista belga ha pizzicato la traversa con un tiro deviato da Tomori, sebbene l’azione sembrasse viziata da un fallo su Bakayoko. Gli ultimi istanti di gioco sono stati, infine, da cardiopalma con Tatarusanu che ha deviato in angolo il colpo di nuca di Pobega e, sugli sviluppi del corner, abbiamo rischiato una nuova beffa stile Benevento quando il portiere granata, in libera uscita nella nostra area di rigore, ha prolungato pericolosamente il cross ma Sanabria, per nostra fortuna, si è incartato proprio sul più bello.

Fin quando è stato in campo Sandro Tonali ha menato le danze in maniera egregia lì in mezzo al campo. Il secondo tempo ha, invece, fatto salire sugli scudi quei due mostri di Kjaer e Tomori che hanno alzato un muro invalicabile davanti al bravo Tatarusanu. Menzione doverosa anche per il moto perpetuo di Saelemaekers. Male, invece, Bakayoko che ha perso un paio di palloni davvero sanguinosi.

Nelle scorse settimane c’era chi tesseva lodi sperticate per il “horto muso” allegriano e la bellezza del vincere di misura giocando male. Essendo milanista la storia mi  ha insegnato che è più bello vincere e convincere ma non mi pare questo il momento di fare gli schizzinosi.

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