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LA PARTITA IN UNA CANZONE : LUKE BRYAN , ROLLER COASTER (2013)

(di Andrea Minardi)

Luke Bryan e’ uno della next generation della Country music ; una volta nell’immaginario collettivo era la musica dei cowboys che mai piangevano e degli eroi che non muoiono, ora invece i testi parlano sempre piu’ spesso di amori non corrisposti e disperazione galoppante.

Il che a me suona sempre bizzarro, questi cantanti, belli ricchi e famosi, che cambiano donna piu’ sovente di quanto un tennista classificato cambi racchetta, pero’ a leggere i testi, sembrano aver un legame con la sfigataggine, neanche facessero , anziche’ le star di Nashville, gli impiegati del catasto di Biassono.

Cosi il protagonista, lasciato in men che non si dica dall’avvenente donzella, si trova sconquassato come dopo una discesa dalle montagne russe, il Rollercoaster del titolo.

E la meraviglia, ed il repentino susseguirsi di emozioni positive e negative , ha caratterizzato questo Bologna-Milan, campo che ultimamente e’ stato terra di conquista per noi rossoneri, ma sempre con qualche polemica o difficolta’.

Il primo scossone lo ho avuto dopo una discutibile espulsione di un difensore felsineo (tali erano, i Bolognesi, ai tempi di 90esimo minuto), e non mi pareva vero; l’ultima volta che avevamo avuto una decisione favorevole avevo ancora i capelli tutti neri.

 

Ed il raddoppio del capitano di giornata, Davide Calabria, mi garanti’ una certa tranquillita’, 2 gol in piu’ ed un avversario in meno.

La partita appariva in discesa, ma le montagne russe ti spaventano proprio quando non l’aspetti, (senno’ che gusto c’e’..) e mi trovai in parita’.

Come Luke Bryan non si capacitava che quella ragazza la domenica non c’era già piu’, cosi’ non c’era piu’ il vantaggio. e le mie frettolose certezze.

Quando Bennacer, la cui abitudine al gol e’ simile alla mia per le celebrazioni religiose, mi torno’ alla mente il fantasma di Aliyu, meteora rossonera, che propizio’ una punizione per il gol del mai rimpianto Bruno N’gotty, a suggellare quel 3-2 che pareva essere il risultato finale. E come per il successo contro il Verona ci vidi suggestivi ricorsi storici.

Era veramente un su e giu’ di emozioni, nel frattempo il Bologna era finito in 9, e non esser passati in vantaggio sarebbe stato paragonabile ad una sconfitta, un’onta difficilmente superabile.

Gli scossoni parevano finiti, ero gia’ stato abbastanza “twisted” anch’io, una giostra che si fermo’ definitivamente solo al gol di Ibrahimovic, rassicurante come le foto dei figli, immancabilmente in bella mostra negli studi dei dottori.

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