papà van basten,

Vorrei ma non posso: Milan-Porto 1-1

Che dire amici..sognare non costa nulla ma restiamo coi piedi per terra e facciamo tesoro di questo ritorno in Champions. Perché essere protagonisti in Italia è cosa ormai consolidata da quasi due anni, passando per tre campionati, ma la musichetta delle grandi notti europee sembra ancora rimbombare troppo forte nella testa di più di qualche ragazzo.

Senza tanti giri di parole, e Pioli è il primo a saperlo, la squadra rossonera in Europa sembra la sorellastra di quella che domina in Italia. Il palleggio veloce e sicuro, le ripartenze feroci dei rossoneri lasciano spazio a disimpegni affannosi, spesso a pochi metri dalla nostra area di rigore, e tanta troppa imprecisione nelle scelte offensive. Aggiungiamo a queste cose che gli avversari vanno al doppio di intensità e che compiono la metà degli errori dei nostri avversari della domenica e così è spiegato questo calice amaro chiamato Porto.


Pronti, partenza, via siamo già sotto. Gli attori protagonisti? Gli stessi di Oporto. Bennacer crolla sotto la pressione avversaria, la palla arriva al funambolo Luis Diaz che a pochi metri da Tatarusanu non perdona.

Inizio peggiore non poteva esserci per gelare l’entusiasmo del generoso pubblico di San Siro che comunque reagisce ed incita il Milan.

Al contrario degli spalti in campo però la reazione tarda ad arrivare, anzi se non veniamo surclassati nel punteggio è grazie a Tata che ci salva due volte su altrettante incursioni aree del Porto.

Davanti c’è il deserto, di uomini e di emozioni. A Giroud non arriva una palla giocabile e così il centravanti francese si deve mettere in proprio cercando un eurogol che per poco non gli riesce con un bellissimo tiro a giro da fuori area che però trova una risposta da campione nel volo di Diogo Costa.


Se davanti mancano i rifornimenti i colpevoli sono soprattutto i tre moschettieri dietro D’Artagnan, ognuno col suo disagio ognuno diverso.

Saelemaekers sembra avere le pile completamente a terra e sbaglia una quantità mostruosa di appoggi e passaggi, Leao è in versione pre-covid e genera i più grandi rimpianti mentre a Diaz vanno concesse le attenuanti del caso avendo giocato l’ultimo match addirittura un mese fa a causa del virus.

L’unico che sembra reggere il confronto con i rivali è il solito Sandro Tonali, ma questa ormai non è più una notizia.

Parte la ripresa e si ricomincia con Kalulu al posto dell’infortunato Calabria. Il canovaccio sembra cambiare poco anche perché è ancora il Porto a sfiorare il raddoppio con un colpo di testa di Evanilson che si infrange sulla traversa con Tatarusanu questa volta fuori causa.

A riaccendere invece le speranze rossonere è proprio l’uomo che non ti aspetti ovvero il buon Pierre, il più lesto di tutti a rimettere al centro un pallone dopo una respinta del portiere avversario su tentativo ravvicinato di Giroud. La deviazione che spedisce la palla in fondo al sacco è del difensore Mbemba condannato al più classico degli autogol.

Ci sarebbe ancora mezz’ora e ci sarebbe anche tempo e spazio per Zlatan, ma la realtà è più triste ed amara. Ibra, forse risparmiato per il derby, lo vediamo davvero poco perché entra solo ad un quarto d’ora dal termine ma è tutta la squadra a sembrare modesta nei confronti di un Porto che chiude il match senza soffrire più di tanto.

Una foto del match? Il calcio d’angolo finale affidato ai piedi di Daniel Maldini. Piedi sicuramente dotati di talento ma ancora troppo acerbi per serate come queste. Un po’ come il nostro Milan in versione europea.

Domenica c’è il derby e lì, ne siamo certi, sarà tutt’altra musica.

Forza ragazzi!

0no comment

writer

The author didnt add any Information to his profile yet

Leave a Reply