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Io l’ho vista così: Milan-Inter 1-1

Vincere ci avrebbe proiettati in orbita ma questo pareggio lascia a terra la seconda squadra di Milano, non certo noi. Insomma, godiamone perché c’è chi sta molto peggio visto che il giusto pari scaturito da questo derby ci lascia in vetta alla classifica, in coabitazione con un Napoli che, dopo la sosta, dovrà incontrare quasi tutte le big del campionato, e con le altre sempre a debita distanza.

La spettacolare ed emozionante coreografia della Sud dedicata ai veri eroi della nostra epoca ha aperto un primo tempo scoppiettante, ricco di emozioni e giocato da entrambe le squadre a ritmi elevatissimi. Sin dall’inizio l’arbitro Doveri, che reputo da anni il migliore della Serie A, ha fatto capire alle squadre che non ci sarebbe stato spazio per i “mareschiani” falletti che spezzettano continuamente il gioco. Poi, però, al minuto 8, ha decretato un rigore quanto meno dubbio in favore dell’Inter per uno sgambetto di Kessie – che si è ingiustificabilmente incamponito nel portare palla nella nostra area – su Calhanoglu, il quale, però, a sua volta aveva prima colpito la gamba dell’ivoriano. L’ex dal dente avvelenato ha trasformato la massima punizione, meritandosi poi la bordata di fischi della curva rossonera, aizzata ad hoc dal suo gesto irridente. Per dire, ci fosse stato Maresca lo avrebbe ammonito così come fatto con Zlatan domenica scorsa. O forse no? La reazione dei nostri è stata veemente e abbiamo portato due volte al tiro Leao nel giro di un paio di minuti. Poi, da una punizione magistralmente calciata da Tonali, è svettata la testa provvidenziale di De Vrij che ha insaccato l’1-1 nella sua porta.

Ripresa la partita, abbiamo rischiato subito di riperderla, data la clamorosa amnesia di Ballo-Tourè che è andato in bambola su un taglio di Darmian alle sue spalle e lo ha steso nel cuore dell’area. A questo punto ci è voluto San Tatarusanu da Bucarest per ribattere il penalty forte e angolato di Lautaro e lasciare intatto il punteggio. Sei entrato nella nostra storia, Ciprian. Sappilo. La spinta emozionale ci ha, quindi, portati a comandare il gioco per una ventina di minuti, senza riuscire, tuttavia, a creare particolari grattacapi ad Handanovic, impegnato solo da Leao mentre Ibra continuava a latitare. Negli ultimi due minuti del tempo, invece, l’Inter è andata vicinissima al vantaggio prima con Barella, il cui tiro a botta sicura è stato respinto sulla linea da Ballo-Tourè e poi con Lautaro Martinez che ha calciato a lato di un niente dall’altezza del dischetto del rigore.

I primi venti minuti della ripresa sono stati di marca nerazzurra, con i cugini bravi a saltare la nostra prima pressione e a tradurre poi l’azione in chiare occasioni da gol. Le più clamorose sono capitate a Lautaro (destro alto di poco), al tabaccaio turco (tiro al volo da pochi metri che è sfilato pericolosamente davanti alla linea) e, soprattutto, a Vidal che ha trovato, per ben due volte, la gagliarda opposizione di Kalulu a difesa della nostra porta. Noi, tolto un sinistro di Zlatan che è girato troppo tardi, abbiamo fatto poco e niente. Poi, gli ingressi di Rebic, Saelemaekers e Bennacer hanno dato nuova linfa alla nostra manovra e, grazie soprattutto alla cazzimma del croato, abbiamo cominciato a riprendere campo e fiducia. Ne è scaturito un quarto d’ora finale simile a quello di Torino con la Juve, in cui abbiamo preso in mano la partita e messo alle corde l’Inter, creando diverse occasioni per portare a casa il bottino pieno ma la punizione velenosissima di Ibra è stata ribattuta da Handanovic, il destro di Bennacer da ottima posizione è decollato in curva e il palo ha negato la gioia massima a Saelemaekers proprio al 90’, con Kessie asino nel ciabattare a lato la ribattuta a porta libera.

Il nostro uomo copertina in questo derby non può che essere Tatarusanu, autore, man mano che passa il tempo, di prestazioni sempre più convincenti. Bravo Ciprian, continua a zittirci tutti. Come sempre molto positiva la partita di Tonali mentre non mi aspettavo un Rebic già così in palla. Quanto ci sei mancato Ante! Malissimo Ballo Tourè, completamente fuori partita.

Il ricordo più bello che lascia questo derby è la magnifica prestazione di Hakan Calhanoglu, autore della miglior partita della sua vita. Che naturalmente non ha vinto.

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