Io l'ho vista così, NEWS,

Io l’ho vista così: Fiorentina-Milan 4-3

In periodo di saldi il nostro personale “Black Saturday” lo abbiamo riservato alla Fiorentina, offrendole i 3 punti con il 50% dei gol in regalo. Occasioni simili non si trovano nemmeno da Poltrone&Sofà ed infatti i viola non se la sono fatta sfuggire, portandosi a casa la vittoria e lasciandoci increduli a schiumare rabbia.

Gli infortuni in serie degli ultimi giorni hanno costretto Pioli a scendere in campo con la difesa “rabberciatissima” (come la loro, ad onor del vero), tanto da dover persino togliere Gabbia dalla naftalina in cui era conservato dalla scorsa stagione. Al minuto 13, dopo un gol annullato ad Ibra per fuorigioco, è stato proprio il buon Matteo, in collaborazione con Tata – l’eroe del derby – ad inaugurare la serata dei regali.

Cyprian decide di fare una papera e non blocca la palla spiovente da sinistra, il nostro giovane centrale intanto si addormenta giusto quei pochi fatidici secondi utili a Duncan per finalizzare un tocco a porta sguarnita. Dopo il bel colpo di testa di Vlahovic, alto di poco, prendiamo in mano gioco e partita chiudendo la Fiorentina nella propria area di rigore e portando pericoli in serie alla porta di Terracciano, bravo sul destro forte – ma troppo centrale – di Tonali e due volte sullo scatenato Leao. Il portoghese, in particolare, mette alle corde l’intera difesa gigliata con accelerazioni e dribbling (ndr: avrebbero meritato miglior fortuna) dimostrando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che ad oggi rappresenta l’arma più pericolosa che abbiamo in rosa.

La Fiorentina non coglie l’occasione con Bonavenutura – che calcia a lato da una buona posizione – e Ibra, al minuto 41, si divora il gol del pareggio allargando troppo il colpo di testa a pochi metri dalla porta. Gol mangiato/gol subito” è la legge non scritta più antica del calcio e infatti, a una manciata di secondi dal fischio di Guida, il solito Saponara – che solo contro di noi sembra travestirsi da campione – approfitta di una respinta debole di Tonali al limite dell’area e si inventa un tiro a giro che si spegne sotto l’incrocio dei pali, mandandoci al riposo sotto di due gol.

La ripresa si apre con altre due grandi occasioni sfumate da Ibra e Leao: il primo calcia a lato, il secondo sfiora l’incrocio.
Pioli decide quindi di provare a raddrizzarla con tre cambi in simultanea, inserendo Giroud per lo spento Brahim, Messias per lo scolastico Saelemaekers e Florenzi per l’ottimo Kalulu (sostituzione, quest’ultima, di cui credo in pochi sentissero la necessità). Fatto sta che i subentrati non hanno nemmeno il tempo di entrare in partita che ci ritroviamo sotto di 3 gol “grazie” a Vlahovic. La poca attenzione e la lentezza di Gabbia gli permetteno infatti di volare verso Tatarusanu, aggirato e bucato con freddezza.

Dopo un’ora di gioco la partita sarebbe stata morta e sepolta se il nostro fuoriclasse svedese non si fosse svegliato dal torpore in cui aveva vagato fino ad allora, la cui doppietta ci riporta in vita nel giro di cinque minuti. Zlatan prima approfitta di un regalo di Bonaventura in area, poi raccoglie l’assist di Theo, apre il piattone ed insacca la rete con cattiveria. Al minuto 67 siamo, incredibilmente, di nuovo vivi.
Con 4 attaccanti in campo proviamo a buttare il cuore oltre l’ostacolo ma se sulla sinistra Leao continua a saltare avversari come birilli, altrettanto non si può dire di Messias che, dall’altro lato, dimostra di essere ancora lontano da una condizione accettabile. Quando però l’asso portoghese esce per crampi (e speriamo siano davvero solo questo…) la nostra spinta offensiva si affloscia come un palloncino bucato.

Certo, potremmo dire che di tempo ce ne sarebbe stato per provare a pareggiarla, ma Theo Hernandez, al minuto 85, chiude la serata dei regali cincischiando e perdendo malamente palla al limite dell’area. Peccati di presunzione simili portano conseguenze pesanti (come già accaduto a Kessie nel derby, a Bennacer col Porto o a Krunic con la Roma) e infatti, Vlahovic ne approfitta per segnare la sua personale doppietta e chiudere definitivamente il match. Ad ogni modo l’idolo del giovane serbo – per il quale farei carte false pur di portarlo a Milanello – gioca ancora e indossa la nostra maglia numero 11. Zlatan, non gradendo di dover condividere con alcuno il primato nel tabellino dei marcatori, cerca al minuto 96 la tripletta: il colpo di testa si stampa sull’incrocio dei pali prima di carambolare sul corpo di Venuti e finire in porta. Il punteggio conclusivo è 4-3.

Indubbiamente il migliore dei nostri è stato Rafa Leao, autore di una prestazione maiuscola, da trascinatore. Anche Kalulu ha dato l’ennesima prova di poter essere un nuovo potenziale titolare. Ibra ha dormito per un’oretta ma poi ha fatto due gol e mezzo. Dietro la lavagna finiscono Tata, Gabbia e Theo, autori delle boiate difensive, oltre a Brahim Diaz, lontano parente del giocatore che folleggiava tra le linee a inizio stagione.

Molti, complice la presenza di Italiano in panchina, hanno associato questa sconfitta a quella di La Spezia della scorsa stagione. Era la prima sconfitta della stagione quella, è stata la prima sconfitta della stagione questa. Ma mentre, allora, l’eccezionalità della serata fu merito esclusivo dello Spezia, questa volta sono stati i nostri errori a renderla unica ed inimitabile. E tale speriamo rimanga.

0no comment

writer

The author didnt add any Information to his profile yet

Leave a Reply