Io l’ho vista così: Milan-Sassuolo 1-3

Io l’ho vista così: Milan-Sassuolo 1-3

Me lo aspettavo più felice il mio ritorno a San Siro dopo oltre due anni. La - meritatissima - scoppola casalinga rimediata contro il Sassuolo mi

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Io l’ho vista così: Milan-Sassuolo 0-0
Spendi spandi effendi – Rino Gattuso

Me lo aspettavo più felice il mio ritorno a San Siro dopo oltre due anni.

La – meritatissima – scoppola casalinga rimediata contro il Sassuolo mi ha fatto tornare a casa come un cane bastonato e dubbioso: la seconda sconfitta consecutiva è anch’essa figlia di un incidente di percorso come quella di Firenze o dobbiamo iniziare a preoccuparci?

I tanti cambi operati da Pioli rispetto a Madrid sembravano inizialmente non aver modificato né l’atteggiamentoil furore agonistico che ci hanno permesso di trionfare in terra ispanica.
Sfondavamo bene a sinistra – anche se più volte abbiamo mancato il passaggio decisivo – e in generale avevamo in mano il pallino del gioco: persino Bakayoko era andato a tanto così dal gol con un bel destro a giro che ha sibilato vicino al palo dopo pochi minuti.
Al minuto 20, quando capitan Romagnoli ha incornato in rete il corner di Theo, la mia mente ignara e ottimista si è ovviamente prefigurata il pomeriggio perfetto. Ed invece, da lì a pochi giri di orologio, è iniziato l’incubo.

Bakayoko ha gettato malamente un pallone in uscita, recuperato immediatamente da Raspadori che ha servito Scamacca, il quale ha scaraventato sotto il sette un destro terrificante. Pochi minuti dopo poi, da un altro pallone perso da Bennacer – che si è fatto intercettare il lancio – è scaturito il corner da cui i neroverdi hanno trovato il vantaggio. Vantaggio ottenuto da fortuito autogol di Kjaer, la cui schiena ha fatto da carambola sulla parata del rientrante Maignan, il quale a sua volta aveva disinnescato il tap-in a colpo sicuro di Scamacca.

A quel punto è iniziata un’altra partita che ha visto il Sassuolo dominare in lungo e in largo, proponendo un calcio veloce e organizzato, che ha letteralmente mandato in tilt la nostra squadra, incapace di fronteggiare la manovra emiliana e di produrre qualcosa in fase offensiva. Abbiamo, infatti, dovuto ringraziare Maignan, bravo a distendersi sul piattone di Raspadori, se i passivi 45 minuti successivi non sono stati ancora più pesanti.

Dagli spogliatoi Pioli ha fatto uscire subito gli “eroi della notte di Champions“, ossia Kessie e Messias, che hanno preso il posto dei deludentissimi Bakayoko e Brahim, spostando Saelemaekers a sinistra e accentrando Leao in una sorta di 4-4-2 iperoffensivo. Proprio il portoghese si è reso presto protagonista di una ripartenza che, tuttavia, ha avuto esito infausto dato il larghissimo giro che ha fatto prendere al suo destro. Poi è stato Zlatan a dare segni di vita cacciando forte ma a lato.
Ad ogni modo la sensazione era quella di azioni estemporanee, dettate più dalla foga che dal gioco che, invece, rimaneva in mano al Sassuolo.

La mazzata definitiva al mio umore è arrivata al minuto 65, quando Kessie ha deciso di partecipare alla “sagra del regalo”  – alla quale partecipiamo da una settimana – ed ha perso banalmente la palla al limite dell’area. I neroverdi ne hanno immediatamente approfittato permettendo a Berardi prima di far fare una figuraccia a Romagnoli facendolo crollare a terra con una finta, poi di bucare per la terza volta Maignan, infilandogli la palla sotto le gambe.

Sul 3-1 abbiamo provato a raddrizzarla prima con un colpo di testa di Kjaer uscito di poco, poi con un tiro di Messias ben parato da Consigli.
Purtroppo anche stavolta, trattavasi di fugaci apparizioni nell’area di rigore avversaria all’interno di un contesto di gioco a piene tinte neroverdi. L’espulsione di Romagnoli, costretto a stendere il neoentrato Defrel lanciato a rete, ha sancito la fine della contesa e, anzi, fortuna ha voluto che il Sassuolo non tentasse la via della goleada che, a quel punto, certamente gli sarebbe riuscita.

Parlare di migliori e peggiori in un pomeriggio da incubo mi sembra quanto meno azzardato. Diciamo che nel primo tempo Kjaer ha provato a tenere su la bagnarola prima di naufragare con il resto della ciurma. Per il resto, meglio stendere un velo pietoso.

Due sconfitte consecutive e 7 gol subiti ci riportano giustamente sulla terra. Non è tempo di volare troppo in alto.

 

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