Simon Kjaer, un Capitano d’oro

Simon Kjaer, un Capitano d’oro

Ci sono uomini a cui bastano pochi istanti per rimanere nella storia del calcio. Lui è Simon Kjaer, capitano della nazionale danese e capitan

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Ci sono uomini a cui bastano pochi istanti per rimanere nella storia del calcio.

Lui è Simon Kjaer, capitano della nazionale danese e capitano morale del Milan targato Pioli nella stagione 2021/2022.

Ieri sera il colosso biondo della difesa rossonera è stato premiato con la posizione numero 18 nella classifica del pallone d’oro e sono state d’oro anche le parole di Didier Drogba che ha invitato la platea ad applaudire questo eroe senza mantello: Questo uomo è il nostro eroe, è più grande del calcio, più grande di noi. È il momento clou del 2021. Ha salvato la vita al suo compagno Eriksen il 12 giugno scorso.

Il riferimento è chiaramente al pomeriggio drammatico di Danimarca-Finlandia quando le immagini del pronto intervento di Simon allo sfortunato Eriksen hanno fatto il giro del mondo. Un salvataggio prima da manuale del pronto soccorso e poi una protezione totale dal mondo esterno perché il Capitano ha prima invitato i compagni a fare da scudo a Eriksen durante le operazioni di soccorso e poi è andato prontamente a rincuorare da grande amico la moglie dello sfortunato centrocampista dell’Inter.

E ci sono campioni a cui bastano pochi istanti per rimanere nel cuore dei tifosi rossoneri.

Ed è sempre lui Simon Kjaer che arrivato nel mercato del gennaio 2020 dall’Atalanta in meno di ventiquattro mesi è diventato un leader totale del gruppo rossonero.

Alcuni usano l’espressione “leader silenzioso” ma non è affatto così. Riavvolgete il nastro di Champions League e tornate ad Atletico Madrid-Milan. Troverete due minuti dopo il gol di Messias un Simon letteralmente inferocito con i suoi compagni di reparto durante l’occasione di Cunha che poteva costare l’eliminazione da tutto. Ancora troviamo lui a riprendere Tatarusanu per chiedergli maggiore presenza e maggiore sicurezza nell’area piccola durante i calci d’angolo.

Piccoli episodi che raccontano la grande esperienza ed il grande carisma di un giocatore che ha conquistato tutti a Milanello. E che rinnovando il proprio contratto fino al 30 giugno 2024 a Milanello ci vuole restare a lungo, e ci vuole restare da vincente.

E aggiungiamo noi che saremmo onorati e felici di vedere alzare il prossimo trofeo rossonero da Capitan Kjaer.

Perché a questo proposito una richiesta la possiamo e la vogliamo fare.

 La fascia di Capitano rossonera, fatta eccezione per Davide Calabria, è finita troppe volte in braccia sbagliate negli ultimi mesi.

Il secondo portiere del PSG l’ha indossata l’anno scorso salvo scappare d’estate per andare a vivere una stagione dorata in versione panchinaro. Panchina mal accettata visto che non perde occasione per piangere davanti ai microfoni ricordando la perduta titolarità indiscussa che aveva al Milan.

Romagnoli nelle volte in cui è titolare continua ad indossarla ma non ha la metà del carisma del centrale danese ed aggiungiamo anche il fastidioso tema del rinnovo che non arriva. Il Milan chiaramente non può più garantire un rinnovo alla cifra folle che percepisce il centrale romano, ovvero 6 milioni di euro. Già la metà sarebbe una cifra più che congrua per le prestazioni di un difensore che è la prima riserva e le cui prestazioni sono molto lontane da quelle dei due titolari.

E a proposito di mancati rinnovi è sembrata tutt’altro che felice la scelta di Franck Kessie capitano nella trasferta di Firenze. Quello che una volta era il Presidente oggi a molti sembra essere più un marinaio. La promessa estiva fatta alla gazzetta dello sport è naufragata nel mare delle Olimpiadi. Parecchie voci danno il suo rinnovo oramai improbabile e così divorzio sarà. Ma non sarà un problema per l’Ac Milan perché il mondo del calcio è pieno di uomini, ominicchi e quaquaraquà. Benvenuto nell’ultima categoria a Frank Kessie.

Essere Capitano del Milan è una cosa importante, merita e genera rispetto. Onoriamo la fascia al meglio concedendola a Simon Kjaer, grande difensore e grandissimo uomo che non sfigurerebbe affatto accanto ai gloriosi capitani della storia rossonera.

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