Io l’ho vista così: Genoa-Milan 0-3

Io l’ho vista così: Genoa-Milan 0-3

“Si, ma Kjaer che si è fatto?”. Questo è stato l’unico pensiero che mi ha accompagnato sin dal minuto numero 1 della partita, quando il nostro viching

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Si, ma Kjaer che si è fatto?. Questo è stato l’unico pensiero che mi ha accompagnato sin dal minuto numero 1 della partita, quando il nostro vichingo danese si è accasciato al suolo in lacrime, mantenendosi il ginocchio. Era la prima azione della partita e, dopo aver conosciuto l’esistenza della labirintite che ha messo fuori uso Bennacer, abbiamo avuto la conferma che siamo evidentemente oggetto di una pesante macumba. La situazione, in un modo o nell’altro, andrà risolta. Andiamo in giro per il mondo, in Africa, in Asia, in Oceania, dove volete ma cerchiamo qualche santone che annulli la pesante iattura che evidentemente ci è stata scagliata addosso. Così non si può andare avanti.

E dire che, per poco, con Simon ancora dolorante a terra, il Genoa non passava in vantaggio. Ma, fortunatamente (mi chiedo se sia il caso di utilizzare ancora questo avverbio) il tiro di Cambiaso è sfilato alto. Quando, al minuto 10, Zlatan ha insaccato la punizione con cui siamo andati in vantaggio la gioia è stata comunque contenuta: la mia mente era sintonizzata solo su “Si, ma Kjaer che si è fatto?”. La partita abbiamo continuato a farla solo noi. Ibra, molto più nel vivo del gioco rispetto a domenica, ha avuto un altro paio di occasioni ma ha peccato in precisione. Verso la metà della frazione il Genoa ha avuto una decina di minuti in cui è riuscito ad allentare la pressione ed a calciare verso la porta di Maignan con Rovella. Poi siamo tornati prepotentemente padroni della partita e abbiamo sfiorato il raddoppio con Brahim, autore di uno slalom alla Tomba tra i difensori rossoblù, concluso con un tiro che ha quasi baciato la traversa. Sarebbe stato un eurogol. Pochi minuti prima del riposo, tuttavia, Messias ha deciso di chiudere la partita e la sua settimana perfetta incornando con un pallonetto beffardo il pallone a campanile che gli è arrivato sulla testa dopo una ribattuta difensiva.

Si, ma che si è fatto Kjaer?” ho continuato disperatamente a chiedermi durante l’intervallo. La prima, approssimativa diagnosi parla di un trauma distorsivo-contusivo al ginocchio. Speriamo davvero che non siano coinvolti i legamenti. Forza Simon! Nel frattempo la partita era ricominciata con la saggia decisione di Pioli di lasciare fuori l’ammonito Gabbia per far posto a Florenzi, con Kalulu spostato al centro in coppia con Tomori. Il neo entrato ha subito dato a Ibra la possibilità di triplicare il vantaggio ma il destro masticato dello svedese non ha creato problemi a Sirigu. Subito dopo è stato superlativo Maignan  che, con un volo spettacolare, ha letteralmente tolto dalla porta il colpo di testa di Hernani. Passato lo spavento, abbiamo ripreso a fare gioco e a pressare forte. Krunic non ha approfittato di un regalone di Masiello poi, al minuto 65, l’abbiamo chiusa definitivamente: Theo è sceso fino al limite dell’area ed ha servito al centro Brahim, il quale ha acchittato la palla per il chirurgico sinistro di Messias che si è infilato sul palo lontano come un colpo da biliardo. E’ fin troppo riduttivo dire che la storia di questo trentenne brasiliano è una splendida favola. Noi ci godiamo la sua voglia di renderla ogni giorno più lieta. La partita, a quel punto, è scivolata via fino alla fine senza ulteriori emozioni, fatta eccezione per un’altra grandissima parata di Magic Mike che, con un colpo di reni felino, ha impedito a Portanova di segnare il gol della vita da centrocampo.

La prestazione estremamente convincente della squadra porta tutti i protagonisti oltre la sufficienza. Naturalmente la partita di Messias merita un applauso particolare, così come quella di Zlatan, tornato finalmente al centro del gioco. Mi sono piaciuti tantissimo anche il solito Tonali ed un Brahim finalmente ai livelli di inizio stagione. Non posso non citare anche Maignan e le sue due paratissime.

Nella serata in cui il passato è tornato a farci visita, permettendoci di incrociare di nuovo quegli occhi che ricordano trionfi immortali (in bocca al lupo Andriy, ne hai davvero bisogno!), il presente ci regala un nuovo beniamino venuto dal nulla ma il futuro, beffardo, rischia di privarci di una pedina fondamentale chissà per quanto. Maledetta sfortuna!

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