La partita in una canzone: 9 to 5 (Dolly Parton)

La partita in una canzone: 9 to 5 (Dolly Parton)

(di Andrea Minardi) Nine to Five, ovvero dalle nove alle 5, orario continuato, e' un film leggermente trash,  e' questo bel pezzo di Dolly Parton 

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(di Andrea Minardi)

Nine to Five, ovvero dalle nove alle 5, orario continuato, e’ un film leggermente trash,  e’ questo bel pezzo di Dolly Parton  ed e’  la routine dei colletti bianchi d’America in ufficio.

Era il 1980, gli americani dovevano scegliere tra l’ex star di Hollywood, Reagan, e l’insignificante Carter, di cui si ricorda solo la sviscerata passione per le noccioline.

E la giunonica Dolly, dal davanzale “larger than life”  e dalla voce di usignolo, ci racconta, che l’ufficio possa essere bello, che la tua vita puo’ dipendere da te, e che le donne hanno tutto per farcela, ad indirizzare la propria vita.

Insomma, un’indolore commistione tra l’ottimismo edonista degli eighties, e un femminismo ante-litteram annacquato come un Lambrusco con l’acqua minerale sulle tavole dei vecchi

Un giorno in ufficio e’ stata la sensazione che mi ha lasciato il Milan nel successo , mai in discussione  contro la Salernitana.

Compitino sbrigato subito, qualche discesa di Theo, dribbling piu’ belli che utili di Leao, presenza dirompente di Kessie a centrocampo, e Tomori a timbrare il cartellino ogni volta gli facevano il solletico.

Quanto il belga Saelemaekers la mette nell’angolino con una naturalezza e facilità con la quale, nel famoso ufficio, faccio una fotocopia, capisco di aver visto abbastanza, mi dedico all’armadio alla ricerca dei capi piu’ pesanti, perche’, si, il gol dell’Alexis fa presagire abbondanti nevicate.

Espletata la mia pratica dell’abbigliamento da montagna, guardo il secondo tempo, sonnecchio ogni tanto , proprio come faccio in ufficio (ego quoque..) in attesa delle cinque.

La canzone della Parton dice di lavorare duro  finche’ il sogno diventa realta’, ed il nostro sogno, bando alle scaramanzie, si chiama titolo.

E lo stiamo facendo, e poche ore piu’ tardi la sconfitta della compagine partenopea ci proietta di nuovo al primato solitario, una solitudine di quelle belle e che, a differenza di quella indotta dalle sfighe della vita, non fa male mai.


Ed anche noi, come la protagonista del brano musicale, troviamo tanto traffico, ci sono infatti  squadre in pochi punti, insomma, la strada per arrivarci sembra lunga e intrisa di ostacoli.

Ma vittorie come queste , mai in discussione, ci fanno illudere che spesse volte dipenda solo  da noi, e archivio la pratica pomeridiana felice, mentendo magari un po’ a me stesso.

Ripenso a cio’ che ho fatto e che potevo fare, ed edulcoro l’amarezza dei rimpianti, non tutti gli ostacoli della mia vita , dopo tutto, avevano le sembianze  di quelle improbabili maglie della Salernitana.

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