Io l’ho vista così: Udinese-Milan 1-1

Io l’ho vista così: Udinese-Milan 1-1

Giocando così un punto era il massimo che si potesse ottenere. Accogliamo, quindi, senza troppe ansie il pareggio di Udine, figlio di una prestaz

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Giocando così un punto era il massimo che si potesse ottenere.

Accogliamo, quindi, senza troppe ansie il pareggio di Udine, figlio di una prestazione pessima ed arrivato grazie alla classe immortale dell’unico attaccante rimasto in rosa. Per il gioco spumeggiante, le ripartenze, il pressing e le giocate a tutta velocità prego ripassare dopo Natale. O almeno lo spero.

La partenza è stata a ritmi lentissimi. Deulofeu, probabilmente in fuorigioco, ha subito impegnato Maignan con un tiro ravvicinato che Magic Mike ha respinto. Poi, nonostante la marea di errori di impostazioni del duo Bennacer-Bakayoko, siamo riusciti anche a calciare in porta con Ibra che, tuttavia, ha sparato alto.

Al minuto 15 Ismael ha deciso di servire un pallone centrale improponibile al suo compagno di reparto, il quale, in maniera altrettanto improponibile, si è fatto anticipare spalancando il campo al contropiede due contro zero dei friulani.
Nonostante Beto si sia fatto ipnotizzare da Maignan ha approfittato del rimpallo fortunato per insaccare il vantaggio che, di fatto, ha complicato in maniera irreversibile la nostra partita.

Il primo tempo è sfilato via in maniera tanto veloce quanto imbarazzante per le decine di errori tecnici che i nostri hanno lasciato sul campo. Errori che hanno permesso all’Udinese di difendere senza affanni il risultato e, anzi, di rendersi più volte pericolosa con Molina, Beto e Deulofeu.
L’unico grattacapo per la porta di Silvestri lo abbiamo portato al 42’con Brahim che ha calciato fuori da buona posizione. Il gol annullato a Theo per fuorigioco ci ha, quanto meno, fatto sperare in una ripresa più convincente.

La partenza dei secondi 45’ è stata infatti incoraggiante. Un bel velo di Brahim va a servire la palla a Zlatan nel cuore dell’area bianconera che purtroppo la calcia malamente. Pioli, nel frattempo, aveva fatto mea culpa sull’orrido centrocampo con cui era partito e ha sostituito – in un colpo solo – Bennacer, Bakayoko e Krunic con Tonali, Kessie e Messias.
Qualcosa in più, in effetti, si è visto soprattutto grazie alla regia cazzuta di Sandrino e alla verve del brasiliano che, nelle prime due palle toccate, si è esibito in due tunnel irridenti nei confronti del diretto avversario.

Purtroppo non è stato sufficiente a creare chissà cosa visto che, tolta un’inzuccata di Ibra finita a lato, Silvestri ha continuato a vivere una serata tranquillissima.
Pioli ha quindi buttato nella mischia anche il rientrante Castillejo al posto del deludentissismo Diaz. Ciò ha comportato che Messias, fino ad allora molto propositivo sull’out di destra, venisse dirottato alle spalle di Ibra e dato in pasto ai cattivissimi ed altissimi centrali friulani che lo hanno inevitabilmente limitato, depotenziandone la pericolosità.
Ad ogni modo, questo passa il convento in questo momento ed altre alternative in panchina non ne avevamo.

Al minuto 82 Beto si è divorato il raddoppio allargando troppo il piattone a tu per tu con Maignan e quello è stato il primo momento in cui ho pensato che – forse forse – nonostante l’orrida prestazione, un punticino lo avremmo potuto ancora portare a casa.
La dea bendata ha, evidentemente, ascoltato il mio pensiero. Al 91’ su uno spiovente alla “pensaci tu” di Castillejo, spizzato da Maldini, Zlatan ha avuto un guizzo che mi ha rimandato indietro la mente di un anno abbondante – quando proprio in Friuli la decise con una rovesciata – e, stavolta in mezza rovesciata, ha trovato l’insperato gol del pareggio.

Nonostante i pochi minuti restanti e nonostante l’avessimo ripresa non si sa come, abbiamo rischiato di perderla di nuovo ma, fortunatamente, Kessie si è immolato sul tiro a botta sicura di Jajalo, salvando l’insperato pareggio, a ulteriore dimostrazione di quanto poco fossimo in campo con la testa.

Tonali e Messias hanno certamente dato una marcia in più alla squadra. Peccato che partissimo dalla retro. Zlatan ha lottato in mezzo ai giganti bianconeri e ha regalato l’ennesimo lampo di classe della sua carriera. Invereconde le prestazioni di Bennacer e Bakayoko, orribili quelle di Diaz e Theo, a cui il long Covid non lascia evidentemente tregua.

Il favoloso Milan di inizio stagione è un lontano ricordo in questo periodaccio: facciamocene una ragione e stringiamo i denti.

Speriamo che la nottata passi presto.

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