ALL YOU HAVE TO DO IS DREAM (EVERLY BROTHERS)

ALL YOU HAVE TO DO IS DREAM (EVERLY BROTHERS)

(di Andrea Minardi) Era il 1958, in piena presidenza Eisenhower, e due fratelloni dai nomi banali, Don e Phil, sciorinano questo pezzo immortale, "

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(di Andrea Minardi)

Era il 1958, in piena presidenza Eisenhower, e due fratelloni dai nomi banali, Don e Phil, sciorinano questo pezzo immortale, “All you have to do is dream“.

Ci si avvicinava ai ruggenti anni sessanta, tutto era apparentemente piu’ facile, e bastava inventarsi una canzoncina orecchiabile cantata dietro un rassicurante look da secchioni, ed il gioco era fatto.

Bastava sognare, del resto, ed e’ quello che feci io, dopo aver letto la formazione del mio Milan che andava ad affrontare una Roma al completo, per giunta allenata dal piu’ sbruffone coach del globo terracqueo.

Sognai perfino un rinvio della partita, e sognai che per uno strano motivo la nostra retroguardia, dall’imberbe Kalulu all’impresentabile Gabbia, dall’attempato Florenzi all’irriconoscibile Theo, non soccombesse sotto i colpi dell’attacco giallorosso come Custer a Little Big Horn.

Ma come nella vita, il cui piu’ bello ce lo han messo all’inizio, dopo poco mi trovai sul 2-0 ed Abraham non aveva uccellato Gabbia, ma ci diede un rigore, e Messias passo’ all’incasso a ritirare il regalo del disastroso terzino romanista.

Scontato fu pertanto il chiedermi se stessi effettivamente sognando (non era tutto quello che potevo fare? ) o se , one more time, i ragazzi rossoneri stessero prendendo a pallate non solo l’avversario ma anche il mio reiterato pessimismo.

Era una serata da sogni, in effetti, come da sogno fu vedere Xavi in maglia rossonera, sotto le spoglie di Tonali, il redivivo Leao che pareva Tomba allo slalom di Adelboden, il guardiano Magnan parare tutto, anche per quelli che stanno in panchina , magari nella stressante Parigi.

Nei sogni realizzati c’e’ stato pure il tempo per godermi il Mourinho sfottuto, l’ingresso in campo di Andrea Conti (era giovedi’, senno’ mi sarei confuso con chi l’ha visto quando trovano qualcuno), per Bakayoko che pareva persino un utile centrocampista.

Veramente, mi chiesi a piu’ riprese se stessi sognando, e Ibra, che banale non e’ mai, mi riporto’ alla realta’, tirando l’ennesimo rigore in maniera scandalosa.

Ma non scalfi’ certo il mio buonumore, la nottata fu dolce come questo motivetto degli Everly Brothers, e pensai a scrivere questo pezzo qui.

E lo feci con la gioia nel cuore, sperando di farlo ancora a lungo, almeno fino a quando di sognare non saro’ capace piu’.

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