Milan-Sampdoria 1-0

Milan-Sampdoria 1-0

Siamo partiti forte nonostante una Samp chiusa a doppia mandata dal mai rimpianto Giammaestro. Certo, i cuginastri hanno una partita da recuperar

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Siamo partiti forte nonostante una Samp chiusa a doppia mandata dal mai rimpianto Giammaestro.

Certo, i cuginastri hanno una partita da recuperare ma per ora torniamo a guardare tutti dall’alto. Con buona pace di tutti quelli che ci avevano già spalancato il baratro del quinto posto alla fine del (non) mercato di riparazione e prima del derby.

Siamo partiti forte nonostante una Samp chiusa a doppia mandata dal mai rimpianto Giammaestro.
Dopo un piccolo spavento portato da Caputo, infatti, abbiamo trovato il vantaggio sfruttando l’ormai nota combo Maignan-Leao. Il lancio lunghissimo e delicatissimo di Mike è stato acchittato alla perfezione da Rafa che, con un controllo a seguire, ha messo palla e corpo davanti a Bereszynski e si è lanciato nel cuore dell’area. Lì, con freddezza, ha battuto il portiere Falcone.

I blucerchiati, nonostante lo svantaggio, non hanno mutato la loro idea di gioco iniziale, preferendo aspettarci con le linee serratissime. Noi, da parte nostra, non abbiamo più accelerato alla ricerca del raddoppio.
Complici l’assenza del grimaldello Theo Hernandez – utilissimo nello scardinare le difese avversarie in queste occasioni – e di un arbitro che fischiava ogni contatto, ne è scaturita una mezz’ora abbondante di noia assoluta. E di gioco spezzettatissimo.

Pochi minuti prima del riposo, tuttavia, il bravo Messias ha chiamato Falcone alla grande parata con un destro di controbalzo su sponda aerea di Giroud.

La ripresa è stata molto più produttiva. Sia a livello di occasioni da gol sia a livello di imprecazioni per errori banali che non ci hanno permesso di chiudere il match.

Pronti, via e il destro di Messias è sfilato a lato. Poi Leao, dopo aver lasciato sul posto il povero Bereszynski, si è fatto intercettare il passaggio decisivo diretto a Giroud tutto solo davanti alla porta.
Candreva, di destro, ha sporcato i guantoni di Maignan nell’unico tiro in porta della Samp all’interno di un dominio totale rossonero. Dominio che Pioli ha provato a sfruttare rinvigorendo la trequarti con gli ingressi di Kessie al centro (ndr. fischiato e oggetto di uno striscione della Sud, tanto diretto quanto condivisibile) e della coppia Rebic-Saelemaekers sugli esterni.
Purtroppo, però, il croato si trova ancora in quel periodo in cui, rientrando da un infortunio, riesce a sbagliare più dell’impossibile. Mentre Alexis, volendo recuperare il posto da titolare, ha deciso di strafare, cercando inutilmente di saltare tutti gli avversari che gli si paravano davanti. Falcone è stato, quindi, bravissimo due volte su Giroud che lo ha severamente impegnato prima con una spettacolare mezza rovesciata, poi con un colpo di testa stretto tra due avversari.

Intorno al 70’ Giampaolo ha finalmente capito che per fare risultato bisogna fare gol. Ha inserito Quagliarella, con conseguente cambio di modulo. A quel punto si sono aperte voragini nella difesa doriana senza che, tuttavia, ne riuscissimo ad approfittare. L’occasione capitata a Rebic, che solo soletto ha sparato in bocca a Falcone, è stata solo la più clamorosa all’interno di un finale di partita in cui avremmo potuto raddoppiare praticamente ad ogni azione.
Fortunatamente il troppo spreco non è stato punito dalla sparagnina e timorosa Samp che non ci ha impensierito fino al fischio finale.

Maignan e Leao meritano indubbiamente gli onori riservati ai migliori visto che, grazie alla loro intesa, abbiamo portato a casa i tre punti.
Mi sono piaciuti molto anche Bennacer, che ha confermato di essere tornato ai livelli della sua prima stagione rossonera, e Giroud, che ha lottato come un leone.
Rebic, invece, sta scontando ancora il lunghissimo periodo di assenza dal campo.

La settimana perfetta si chiude, quindi, con la vetta ritrovata che sarà pure temporanea, ma lascia comunque bellissime sensazioni. Si godicchia di brutto.

 

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