WASTED TIME (EAGLES, 1976)

WASTED TIME (EAGLES, 1976)

(di Andrea Minardi)  Era il 1976, e per far capire quanto le cose fossero differenti a quel tempo, vi ricordo che  lo scudetto fu vinto dal Torino

Obbiettivo 65, I Fanta Sconsigli! (Atalanta-Milan)
Ecco perchè siamo i casciavit (la storia la fanno quei proletari testardi)
Brocchi si nasce, Kalinic si diventa! (Top & Flop Milan-Porto)

(di Andrea Minardi) 

Era il 1976, e per far capire quanto le cose fossero differenti a quel tempo, vi ricordo che  lo scudetto fu vinto dal Torino di Gigi Radice.

Per me fu l’anno che segno’ il mio ingresso nel “fantastico” mondo della scuola, ed e’ questa la cosa che ricordo maggiormente di quell’anno, che vide anche il terremoto del Friuli e qualche attentato a caratterizzare l’epoca definita poi degli anni di piombo.

Musicalmente in Italia impazzava “Sei forte papa’” del rassicurante (a me pare falso come una banconota da 2 euro e mezzo, anyway , my problem) Gianni Morandi , in Inghlilterra gli sguaiati Sex Pistol cantavan l’anarchia nel Regno Unito, e in Usa c’era di tutto e di piu’; spopolava la disco dance, ma il pezzo che ancor piu’ mi scalda il cuore e’ Wasted Time , degli Eagles, gruppo che in Italia tutti conoscono  per una canzone, neanche la piu’ bella secondo la mia umile opinione.

Wasted time, come si evince dal titolo, parla di una storia d’amore che sta per finire male, il protagonista teme di aver sprecato tempo, per aver profuso inutili energie in essa,

Lui non ci crede, ma “it’s happening again” , e’ successo ancora, e si resta con un pugno di mosche in mano, dice lui affranto, prima della chiosa finale dove sembra ancora darsi una speranza.

Questo languido motivetto delle Aquile mi balzo’ insistentemente alla mente, quando ancora successe che gli arbitri ci penalizzarono visibilmente, che i friulani giocarono contro di noi una delle loro migliori partite della stagione e  che noi facemmo abbastanza schifo in casa, in un turno sulla carta abbastanza facile.

Situazioni viste e riviste, trite e ritrite, che lasciarono noi, che il Milan amiamo, a bocca amara, e poiche’ non si tratto’ della prima volta, la delusione si fuse presto con l’arrabbiatura..

Quell’arrabbiatura che fece capolino (era ora, by the way) anche delle parole della societa’, per un timore dell’aver sprecato tutto questo tempo nel credere ad un sogno.

Nella canzone della band californiana i momenti emozionanti dell’amore son volati via troppo alla svelta, e nel Milan di venerdi’ e’ stata la stessa cosa,  il bel gol di Rafa Leao e’ fuggito repentinamente via dalla nostra memoria per lasciare spazio ad una manovra asfittica ed alle frotte delle motivate imprecazioni.

Ma poiche’ nei settanta era forse un po’ piu’ facile essere ottimisti, la canzone si chiude con la paventata possibilita’ che non e’ stato tutto tempo perso, e che forse un giorno ce ne renderemo conto. (chissa’, dovessimo vincere il campionato per un punto..)

Di li a poco l’Inter non ando’ oltre al pari contro il quasi retrocesso Genoa, e tornai a vedere, sebbene per brevi tratti,  il bicchiere mezzo pieno e pezzo vuoto.

Gli altri , di bicchieri, pensai a svuotarli in fretta, almeno io volevo evitare, per una sera almeno, di sprecare troppo tempo.

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