Mimosa o Fiore d’Acciaio?

Mimosa o Fiore d’Acciaio?

Giada, come ogni anno ritorna l’8 marzo e già so che sarai stanca di sentire le mie polemiche verso questa data, verso questa assurda festa e ha

8 marzo, festa della donna. O forse no!
Svegliatevi ragazze, è tempo di andare ai mondiali
L’8 tutto l’anno

Giada, come ogni anno ritorna l’8 marzo e già so che sarai stanca di sentire le mie polemiche verso questa data, verso questa assurda festa e hai ragione. Non è proprio il momento per lamentarsi, con l’inferno che stanno vivendo milioni di bambini come te nel paese di Sheva, ucraini o filo-russi del Donbass che siano. Un bambino non conosce nemmeno il significato di termini quali “indipendenza”, “nazione”, “Nato”, “Comunità Europea”, figuriamoci se merita di conoscere il rumore delle bombe.  

E allora facciamo tanti auguri ad Amelia, la bambina bionda che ha intonato “Let it go” per distrarre coetanei, bimbetti e adulti nel rifugio di Kiev. Note che tu conosci molto bene, ma questa sua versione improvvisata senza accompagnamento musicale batte di gran lunga quella a te più nota di Serena Autieri.

Auguri a Mia, prima bambina ucraina a nascere in un reparto maternità ricavato nei sotterranei.

Auguri alle donne che scappano da territori di guerra, con i figli in grembo o al seguito; o a quelle che sono costrette a cederli ad estranei per garantire loro un futuro.

Auguri alla bambina palestinese, che stringe piangendo il suo libro di scuola o alla sua connazionale che salva i libri dalle macerie. I libri… questi rettangoli di carta dalla copertina colorata che dovrebbero aiutarci a imprimere nella memoria errori abnormi da non ripetere. Ma purtroppo noi adulti leggiamo, commentiamo superficialmente e dimentichiamo.

Auguri a Lina Hurtig, la biondissima calciatrice della Juventus che lo scorso anno è diventata mamma: la moglie Lisa le ha regalato una bambina.

Auguri a Giulia Ghiretti, nuotatrice paralimpica che la mamma ha avuto l’onore di conoscere: coraggiosa ex ginnasta parmense che a causa di un brutto incidente ha riscritto con successo la sua vita.


Auguri a Sabrina, la signora Eriksen, che abbiamo abbracciato tutti virtualmente la scorsa estate; donna da ammirare! Nata parrucchiera, durante la carriera del marito non ha mai smesso di lavorare da dipendente come una normalissima moglie.

Auguri alle atlete che attendono l’agognata legge sul professionismo. In teoria il 2022 dovrebbe essere l’anno della svolta…

Auguri alla Dottoressa Annalisa Malara, oggi Cavaliere al Merito, che nel febbraio 2020 ebbe l’intuizione giusta relativa al primo caso ufficiale di Covid.

Onore a Tara, modella irachena, assassinata dagli estremisti per la sua lotta all’emancipazione.

Auguri alla ragazza violentata da Robinho, il cui presente è garantito dalla legge brasiliana che non consente l’estradizione. Faccia da bravo ragazzo e definito “l’erede di Pelé”, direi che ha tradito ogni aspettativa.

Auguri a tutte noi, perché 24 ore sono poche per essere lavoratrici instancabili e mamme e/o mogli perfette: bisogna lavorare come se non si avesse una famiglia ed essere mamme come se non si avesse un lavoro.

E, ovviamente, dobbiamo conoscere il fuorigioco attivo e passivo senza moviole.

Auguri a te, Giadina, che hai inviato ai bimbi ucraini alcuni dei tuoi peluches senza battere ciglio, che frequenti il corso di nuoto anche se sei l’unica femmina, che in pieno lockdown hai abbandonato ciuccio e pannolino senza lamentarti. Che resisti alle sirene juventine del papà.

Auguri a tutti gli uomini, che hanno il dovere di accompagnarci al traguardo più importante: il raggiungimento della parità di diritti. Che implica soprattutto una crescita culturale non indifferente.

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