Cagliari-Milan 0-1

Cagliari-Milan 0-1

La risposta c’è stata: ottima dal punto di vista della prestazione, risicata da quello del risultato. Ancora 1-0, ancora tre punti e sempre più p

Io l’ho vista così: Roma-Milan 2-1
Milan-Juve 0-0
Io l’ho vista così: Cagliari-Milan 0-2

La risposta c’è stata: ottima dal punto di vista della prestazione, risicata da quello del risultato.

Ancora 1-0, ancora tre punti e sempre più primi. Dopo la vittoria del Napoli e l’ennesima frenata di quelli che a Natale avevano già vinto lo scudetto, avevamo il dovere di rispondere. La risposta c’è stata: ottima dal punto di vista della prestazione, risicata da quello del risultato.

Dopo un quarto d’ora ci eravamo già divorati 2 gol e colpito un palo. Poi, praticamente più nulla fino all’intervallo.

Il destro ciccato di Giroud con la porta spalancata su assist aereo di Messias. Il legno centrato da Kessie con un gran destro da fuori area. Il piattone sballato di Brahim, solo davanti a Cragno. Tutte azioni che avevano illuso un po’ tutti che, di lì a poco, avremmo fatto un solo boccone di un Cagliari sì aggressivo ma assolutamente perforabile.
Vuoi per la troppa fretta di andare in gol. Vuoi per la fiducia dei sardi che, a causa dei nostri errori in costruzione, aumentava con il passare dei minuti. Vuoi anche per l’incapacità di accendere Leao, ma siamo riusciti a renderci potenzialmente pericolosi solo alla fine della frazione – con un sinistro ciabattato di Theo dal limite dell’area.

Vero è che Maignan non ha fatto nemmeno un intervento e che l’unico tiro in porta loro lo hanno fatto dopo la mezz’ora. Un sinistro di Grassi, finito larghissimo. Fatto sta che la mancanza di cattiveria sotto porta e l’incredibile capacità di sbagliare la scelta al momento decisivo hanno certamente reso preoccupante la serata nella quale non potevamo permetterci di sbagliare.

Nella ripresa la sinistra ed il sinistro hanno indirizzato il risultato finale.

E’ sulla fascia sinistra, infatti, che abbiamo iniziato a spingere sin dall’inizio.
Prima Leao ha confermato di non attraversare un momento brillantissimo calciando in bocca a Cragno una palla che, un mese fa, avrebbe spedito in porta senza problemi. Theo, poi, ha chiamato il portiere rossoblù al grande intervento con un fulmine da fuori area che sarebbe finito nel sette. Il piede sinistro di Isamel Bennacer, invece, è stato l’assoluto protagonista dei secondi 45 minuti.

L’algerino ha menato le danze lì in mezzo al campo, cucendo il gioco con trame interessanti, avanzando  il baricentro della squadra con la sua incredibile capacità di sfuggire al pressing. Senza disdegnare ottimi recuperi di palla.
A tutto questo grandissimo lavoro aggiungiamo il gol decisivo, all’esito di un’azione bellissima conclusa con un tiro al volo precisissimo su assist di Giroud. Trovato il vantaggio abbiamo assistito al momento migliore della squadra. Differentemente da quanto fatto in altre occasioni, non si è affatto limitata a gestire ma, anzi, ha chiuso il Cagliari nella propria area di rigore alla ricerca del raddoppio.

Qui, purtroppo, sono arrivate ancora note dolenti vista l’ormai cronica incapacità di chiudere la partita che ha permesso al Cagliari di restare vivo e di rendersi pericoloso con Joao Pedro – tiro provvidenzialmente deviato da Kalulu in angolo – e, soprattutto, con Pavoletti che, a pochi minuti dal termine, ha schiacciato di testa sulla traversa. Il pareggio sarebbe stato davvero un delitto viste le clamorose occasioni sprecate da Calabria e da Saelemaekers, che fanno il paio al salvataggio quasi sulla linea di Lovato sul tiro di Rebic.

La partita è, per concludere, finita in rissa a causa presunti cori razzisti ai danni di Maignan.
Ad ulteriore riprova che i deficienti allo stadio continuano ad essere ancora troppi.

Il migliore in campo è stato indubbiamente Bennacer, autore del gol vittoria e regista meraviglioso. La coppia Kalulu-Tomori è ormai una garanzia assoluta: cattivi, determinati e puliti in ogni intervento. In pratica sontuosi. Molto buona anche la partita di Kessie e Theo. Male, invece, Leao che forse ha bisogno di rifiatare.

Ora la sosta: giorni in cui soffrire per un Mondiale da conquistare e godere per una classifica da guardare e riguardare.

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