Così è (se vi pare)

Così è (se vi pare)

Anche stamattina, come ogni mattina, prima di andare al lavoro, mi sono concesso il lusso di prendere un caffè al solito bar. Dopo i convenevoli di

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Anche stamattina, come ogni mattina, prima di andare al lavoro, mi sono concesso il lusso di prendere un caffè al solito bar.

Dopo i convenevoli di rito, ho preso la mia tazzina e mi sono accomodato al tavolino per una fugace lettura del quotidiano sportivo.
Il nostro Milan ha giocato e vinto sabato sera una partita dominata dal minuto 1 al minuto 90 – le assurde lamentele post partita di Mazzarri sembravano, giustamente, essere state derubricate dai più alla categoria di appartenenza (ossia “cazzata”). Ho quindi sfogliato il Corriere dello Sport – Edizione di Bologna con la flemma e la tranquillità di chi sta in vetta meritatamente, alla ricerca di qualche buona news su eventuali squalifiche o infortuni dei nostri rivali.

Dopo aver letto di Arnautovic e dell’anoressia in zona gol dei nostri prossimi avversari. Del Napoli e della sua voglia di scudetto. Della Juve e della sua rimonta sulle tre che la precedono, sono arrivato alla pagina dedicata ai rossoneri.
Immediatamente la mia attenzione è stata rapita dal fondo di Alessandro Barbano dall’eloquente titolo: «Fermate l’uso distorto del VAR».

«Condivisibile come concetto» mi sono detto. Mi sono, tuttavia, chiesto perché inserire questo articolo nella pagina dedicata al Milan. Accingendomi ad approfondire l’argomento mi sono immerso nella lettura del pezzo ed ecco che sono stato subito travolto dalla propaganda più becera e meschina.

L’incipit era già una dichiarazione di guerra:

«Vorrei vedere, a parti invertite, se il cazzotto di Maignan a Lovato non si rivedeva al Var» sosteneva il condirettore «la domanda di un Mazzarri furioso, dopo Cagliari-Milan, interpella nella sua sintassi diretta chiunque creda che il calcio sia ancora un gioco giusto» e non contento insisteva «bisogna rivedere le immagini del portiere che manca l’uscita e colpisce la nuca dell’attaccante cagliaritano, un attimo dopo che questi ha colpito in anticipo il pallone di testa, e chiedersi se a parti invertite, con il Milan in svantaggio di un gol, quel contatto in area non sarebbe stato riesaminato. E, a parti invertite, bisogna rivedere anche la manata di Giroud su Romagnoli, nel finale di Empoli-Milan del 12 marzo scorso, e mettersi nel ruolo scomodo di tutte le provinciali del calcio, che accettano di stare al gioco con le big in una posizione di parità dimezzata».

La chiosa, poi, è tipicamente italiana e cerchiobottista. Dopo aver gettato fango sull’attuale capolista, l’autore immediatamente ha provato a rivendicare la sua neutralità.
«Perché nessuno in buona fede può pensare che si voglia regalare intenzionalmente lo scudetto a Pioli. Però la casistica dimostra che, nel momento della decisione che può cambiare il destino di una gara, il diverso peso specifico dei club e le diverse aspettative spostano la discrezionalità degli arbitri dalla parte dei più forti.»

Ora, senza star qui a discernere dell’intervento di Maignan su Lovato, impercettibile a tanti. O quello di Giroud su Romagnoli, di cui non ho memoria – sono un semplice tifoso: ammetto di avere la memoria labile. Ciò che trovo assurdo, e intellettualmente disonesto, è pubblicare un pezzo dal titolo «Fermate l’uso distorto del VAR» e prendere spunto esclusivamente da due episodi.

Due episodi che, obiettivamente, possono avere letture diametralmente opposte. E voglio essere buono con chi, in primis, li ricorda – in secundis, con chi li ritiene clamorosi. Dimenticando di invocare “l’uso distorto del VAR” ad esempio in Milan-Verona, con il rigore concesso a Kalinic per un fallo subito da Romagnoli. O in Milan-Udinese, con il gol di mano concesso ad Udogie – volendo restare alle partite del Milan contro le cosiddette “piccole”. E non invoco l’errore di Serra in Milan-Spezia perché so bene che, in quel caso, l’uso corretto o distorto del VAR poco c’azzeccavano.

Mi chiedo come mai Barbano – ex direttore del Mattino di Napoli, non abbia usato il suo arguto fioretto letterario in occasione della chiamata del VAR sul gol annullato a Kessie. Primo episodio della storia del calcio di “fuorigioco geografico”. O per la mancata chiamata del VAR in occasione del clamoroso mani in area di Mertens nella partita contro la Juve. O, senza voler andare troppo indietro nel tempo, per il gigantesco rigore non concesso al Torino contro l’Inter.

Sorge il dubbio che trattasi di articoli messi ad hoc contro chi, NONOSTANTE gli arbitraggi, sia meritatamente primo in classifica per provare ad avvelenare qualche pozzo.

Quel che dispiace, da semplice tifoso, è che siffatte argomentazioni non provengano da semplici appassionati come me, ma da autorevoli giornalisti di importanti quotidiani nazionali. Ma d’altronde la verità delle cose è orpello ormai irrilevante.

«Così è (se vi pare)», direbbe Pirandello.

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