Torino-Milan 0-0

Torino-Milan 0-0

Ci siamo arenati sul più bello. Fatta eccezione per il quinto clean sheet consecutivo, il secondo 0-0 della settimana non porta nulla di buono. A

Io l’ho vista così: Atalanta-Milan 0-2
Io l’ho vista così: Bologna-Milan 2-3
Io l’ho vista così: Milan-Napoli 0-1

Ci siamo arenati sul più bello.

Fatta eccezione per il quinto clean sheet consecutivo, il secondo 0-0 della settimana non porta nulla di buono. Anzi: riconsegna il nostro destino ai risultati degli altri.

Il primo tempo è stato brutto, sporco e cattivo – come si poteva prevedere.
Tanto agonismo, 4 ammoniti (2 centrocampisti granata e i nostri 2 centrali difensivi) e portieri inoperosi.

Il Toro, guardingo e attento, ci ha atteso nella sua metà campo – pronto a ripartire una volta recuperata la palla.

Dal canto nostro abbiamo provato a giocare la partita. Purtroppo né Leao né Brahim sono mai riusciti a superare i rispettivi avversari e a creare superiorità numerica, rendendo, di fatto, il nostro possesso palla sterile e privo di pericolosità.
Maignan non ha dovuto effettuare nemmeno una parata: sia il colpo di testa di Belotti che il sinistro di Ricci sono sfilati fuori dallo specchio della porta.
La fase d’attacco rossonera si è esaurita nel sinistro a giro di Calabria – su cui Berisha si è allungato bene.
Per il resto tanti lanci lunghi sui quali Giroud non è mai riuscito ad avere la meglio su Bremer.

Tante anche le scelte sbagliate (ndr. a scoppio ritardato) nelle rare occasioni in cui avremmo, teoricamente, potuto far male.

La ripresa si è giocata sulla falsa riga della prima frazione.

45′ spezzettatissimi – privi di azioni corali e di intensità di gioco, in cui le uniche emozioni sono arrivate da estemporanee iniziative dei singoli. Tra cui la parata più importante fatta da Maignan, in volo, a togliere dall’incrocio il tiro di Vojvoda.

Leao ha trovato una sola giocata in 95 minuti ma si è fatto stoppare sul più bello dal monumentale Bremer. Tonali ha avuto sul sinistro la palla giusta ma l’ha calciata in bocca al portiere.
Ci è voluto poi il gran senso della posizione di Tomori per impedire a Belotti la stoccata decisiva. Il Gallo si è, inoltre, reso pericoloso anche qualche minuto dopo con un destro che è andato a morire sull’esterno della rete.

Sul finale di partita il carneade Pellegri ha persino avuto l’occasione di sbloccare il risultato ma ha calciato centralmente.

Per il resto tanti lanci lunghi, tanti scontri di gioco – più di qualche dubbio su un intervento di Singo su Theo all’interno dell’area granata – e una brutta sensazione di impotenza. Sensazione che è aumentata man mano che passavano i minuti. Ingigantita poi dalla consapevolezza di non avere neppure un cambio a disposizione per poter provare a cambiare le sorti del pareggio annunciato. Complici le pesanti assenze last minute di Bennacer, Rebic e Ibra.

Fatto sta che si è arrivati al triplice fischio finale quasi senza accorgersene e, stavolta, senza nemmeno l’amarezza di aver sprecato chissà quali occasioni.

I migliori dei nostri sono stati i due centrali difensivi, bravissimi nell’anticipo e nel non farsi mai trovare fuori posizione. Prestazione resa ancor più importante dall’essere entrambi gravati da ammonizione per due terzi della partita.
Maignan ha risposto presente ogni qual volta è stato chiamato in causa.
Bene anche Tonali.
Malissimo tutti coloro che erano chiamati ad offendere, fatta eccezione per il volitivo Giroud.

Se due settimane fa (nonostante non fossimo brillantissimi) eravamo comunque tutti convinti che «sì, questo sarebbe davvero potuto essere l’anno giusto», oggi le nostre lacune offensive ci dimostrano invece che «no, forse non siamo ancora pronti a vincere il campionato».

La nostra sterilità resta il nemico più difficile da battere.

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