Verranno a chiederti del nostro amore

Verranno a chiederti del nostro amore

E' notizia ormai certa che Kessie abbia firmato un contratto che lo legherà al Barcellona per i prossimi anni. Buon per lui! In Catalogna il clima è

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E’ notizia ormai certa che Kessie abbia firmato un contratto che lo legherà al Barcellona per i prossimi anni.
Buon per lui! In Catalogna il clima è bello, la città pure (oserei dire «affascinante»). Peccato solo che i catalani forse non siano proprio il massimo dell’ospitalità.

Quello che di certo mancherà a Frank è tutto l’amore che il popolo milanista gli ha dato in questi mesi e anni.
C’è da dire che è stato apprezzatissimo il suo impegno a centrocampo, dove è stato fra i pochi – anzi forse l’unico degli acquisti azzeccati da «il gatto e la volpe» (al secolo: Mirabelli e Fassone).

Delusione? Si certo, ma è anche vero che noi tifosi rossoneri abbiamo la corazza e siamo abituati a tutto.
E il panorama a disposizione per la commedia è vasto: si va dal grande classico (il bacio alla maglia) al post strappa-lacrime“, passando per procuratori “strappa-commissioni“.

Non perdoniamo a Frank, però, l’errore più grande: quell’intervista da deficiente alla Gazzetta, a fine luglio. Evitabilissima, ha declassato il centrocampista ivoriano da presidente a marinaio – perché tale è stata la sua promessa estiva.


Ora, se «vale la pena» lasciare Milanello in questa fase della sua carriera, non sta a noi dirlo.
Certo che Kessie poteva fare una telefonata a qualche suo ex-compagno. Per esempio al portiere della nazionale italiana – magari chiedergli che cosa è successo nel corso di questa stagione.
Potrebbe vedersi per un caffè col suo amico turco – che dall’altra parte del naviglio ha cominciato la stagione manco fosse Maradona e la sta concludendo come un altro Maradona: il fratello scabroso passato da Ascoli Piceno.

A Kessie sarebbe bastato rivedere la sua stagione «2020-2021». Quando è stato fondamentale nel fare ritornare il Milan in Champions.
O come la squadra rossonera, l’ambiente di Milanello, siano stati fondamentali nel farlo diventare un centrocampista totale. Non solo nel fisico ma nella tempra, nella conquista di una leadership più morale che tecnica.


A Kessiè sarebbe servito rivedere le sue partite di Champions League in questa stagione, dove poteva e doveva fare la differenza. Ma la testa prima ancora del fisico non “girava”.
Partita-simbolo è l’andata a San Siro con l’Atletico, dove due stupide ammonizioni nel giro di mezzora hanno compromesso il match con gli spagnoli. E il cammino nella competizione europea dei suoi compagni.


Ad onor del vero anche le prestazioni con il Liverpool narrano di un Frank Kessie tanto dominatore in Italia quanto dominato in Europa – con la sensazione che questo fosse il dazio da pagare per la prima stagione a livelli alti.

«Ciao Frank».

Quando i tuoi pensieri l’anno prossimo verranno a chiederti del nostro amore, fagli vedere i soldi del Barcellona e le commissioni del tuo agente. Magari anche loro non capiranno certe scelte.

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