Lazio-Milan 1-2

Lazio-Milan 1-2

Tre punti sudatissimi e meritatissimi, nonostante i primi minuti, nonostante gli errori lì davanti, nonostante l’ormai arcinota avversione arbitrale

Io l’ho vista così: Milan-Bologna 2-1
Io l’ho vista così: Atalanta-Milan 0-2
Io l’ho vista così: Milan-Udinese 3-2

Tre punti sudatissimi e meritatissimi, nonostante i primi minuti, nonostante gli errori lì davanti, nonostante l’ormai arcinota avversione arbitrale nei nostri confronti

«Scrivo con la sciarpa rossonera addosso.
Lo so, solo in casa, in piena notte, sembro un cretino ma ho bisogno di sentirmi il rossonero addosso. Per la vittoria, per il gol di Tonali, per l’orgoglio del mio amore per questi colori.»

L’approccio «balneare» dei primi minuti di gioco ci ha costretto ad andare negli spogliatoi sotto di un gol. Pur avendo condotto un forcing costante, costruito numerosissime azioni potenzialmente pericolose e aver ammirato l’ormai solito clamoroso errore arbitrale a nostro sfavore.

Abbiamo approcciato la partita come nel derby: con le palle in mano e la sufficienza della squadra che è ormai in vacanza – come se non ci stessimo giocando lo scudetto.
La Lazio, dal canto suo, ha spinto subito sull’acceleratore e ne ha approfittato al minuto 4. Immobile si è inserito alle spalle dello svagato Kalulu, insaccando il cross preciso di Milinkovic, a sua volta bravo ad approfittare della dormita di Kessie e Theo su un fallo laterale. Lo svantaggio, per una decina di minuti, ha avuto un effetto devastante sulla squadra, incapace di reagire e protagonista di una serie infinita di errori in uscita.

Poi, al minuto 16 un colpo di testa di Giroud (uscito di poco) ha segnato il tanto sperato cambio di marcia dei rossoneri – che, da quel momento in poi, hanno creato tantissimo ma sprecato di più. Leao, in particolare, ha continuato “a litigare con il gol” dopo essersi liberato divinamente di Lazzari. Kessie ha poi calciato fiacco in bocca a Strakosha il quale, intorno alla mezz’ora, ha bloccato l’ennesimo vano tentativo di Rafa. Tonali, così come nel derby, si è visto ribattere dalla schiena di Acerbi un destro a botta sicura.

Infine, nel momento di massima spinta, coadiuvato dalla “cecità” di Orsato al VAR, ci ha pensato l’arbitro Guida a farci incazzare come iene – non concedendo un rigore apparso solare per un mani in area di Luis Alberto.

Il primo tempo si è chiuso con una punizione di Theo ben respinta dal portiere biancoceleste ed un altro paio di azioni non concretizzate che, con un attacco mediamente prolifico, si sarebbero potute trasformare in gol.

Siamo fortunatamente ripartiti con rara ferocia.

Abbiamo subito trovato il pari grazie ad uno strappo di Leao. Ottimamente servito da Theo, è arrivato sul fondo ed ha messo la palla indietro per l’accorrente Giroud – il quale, in spaccata, ha bucato Strakosha. «Che bello! E che sollievo!».

Dopo l’1-1 il pensiero fisso è stato vincerla, perché col pareggio ci avremmo fatto ben poco.

L’assalto al fortino biancoceleste è continuato imperterrito. Radu ha salvato sulla linea il colpo di testa di Kessie. Poi Messias ha sparacchiato alto da ottima posizione. Il brasiliano, in particolare, è cresciuto molto ed è andato «a tanto così» dall’eurogol – accentrandosi dopo aver saltato Radu e mandando la palla ad un millimetro dal palo. Tonali e Kessie, nel frattempo, hanno alzato i giri del motore. Kalulu e Tomori hanno chiuso a doppia mandata la zona davanti a Maignan, costringendo la Lazio a trovare un solo misero tiro da fuori con Milinkovic.

Dopo l’ingresso di Ibra e Rebic per Giroud e Brahim abbiamo dato fondo a tutto il nostro potenziale offensivo senza, inizialmente, creare particolari grattacapi a Strakosha. Lo abbiamo infatti spaventato solo da un gran sinistro del solito Leao che, a un certo punto, pareva essere in grado di saltare davvero tutti gli avversari, salvo poi peccare in freddezza.
Ci ha provato anche Rebic, al minuto 85, con un bel destro da fuori area. Poi è stata la volta di Ibra – che non ha approfittato di uno svarione difensivo biancoceleste. Infine, anche Theo è andato vicino al gol con un sinistro uscito di poco.

Era finita per tutti: sconsolato aspettavo il triplice fischio finale… Ma non avevo fatto i conti con la cazzimma di Rebic.

Al minuto 93 Ante, dopo aver strappato la palla a Marusic, ha scodellato in mezzo un pallone respinto da Acerbi e poi acchittato dalla testa del totem svedese sulla coscia Tonali. Tonali che, in spaccata, ci ha regalato una gioia infinita: 1-2.

Sandrino è stato determinato per tutta la partita e determinante alla fine. Immenso cuore rossonero.

Leao è un fenomeno in questa Serie A: quando riuscirà a trovare con più frequenza la strada del gol diventerà un top mondo. Mi è piaciuto anche Messias, cresciuto tanto con il trascorrere dei minuti. Ancora troppo fuori dalla manovra Brahim Diaz.

Obiettivo Champions raggiunto con 4 partite d’anticipo rispetto allo scorso anno. Ora nel mirino resta solo “il bersaglio grosso”.

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