SANDRO TONALI, UNO DI NOI.

SANDRO TONALI, UNO DI NOI.

Oggi voglio raccontarti una storia. La storia di un ragazzino della provincia di Lodi, con gli occhi scuri e i capelli bruni. Un ragazzino di nome

Il Milan, una questione di famiglia
Brocchi si nasce, Kalinic si diventa! (Top & Flop Milan-Spal)
IL MILAN È UN’ALTRA COSA.

Oggi voglio raccontarti una storia.

La storia di un ragazzino della provincia di Lodi, con gli occhi scuri e i capelli bruni.
Un ragazzino di nome Sandro, cresciuto tirando calci a un pallone e coltivando il sogno di indossare, un giorno, la maglia della propria squadra del cuore.
Una fantasia che accomuna praticamente ognuno di noi da piccoli, no? Perché ognuno di noi, nel proprio cortile di casa, piuttosto che nel campetto impolverato di un oratorio o per strada, ha finto e fantasticato di essere Baggio, Van Basten, Shevchenko o Kakà.

Bene, il nostro Sandro sognava di essere Gattuso e di calcare il prato di San Siro con quella tanto cara maglietta numero 8.
Direi che già questo basterebbe per ricamargli un posto prezioso nel cuore rossonero di ognuno di noi, no?
Ora chiudi gli occhi e immagina di avere 10 anni, di ritrovarti alla vigilia della festa di Santa Lucia, in una fredda sera di Dicembre, con in mano una penna e un foglio bianco.

Fatto?

Bene, ora continua ad immaginare che questo foglio bianco si riempia del tuo più grande desiderio e che questo desiderio, che coltivi da sempre, possa un giorno realizzarsi e diventare realtà.
Riesci anche solo lontanamente a ipotizzare come ci si sente? Cosa si prova nel momento esatto in cui ti rendi conto che, tutto ciò per cui hai sempre lottato e faticato è finalmente nelle tue mani?

Posso provare a sforzarmi per capire anche solo lontanamente, cosa abbia attraversato la mente e il cuore di quel ragazzino di nome Sandro dagli occhi scuri e i capelli bruni la mattina del 9 Settembre 2020, perché è precisamente quello il giorno in cui “Sandrino” Tonali, 10 anni esatti dopo aver scritto quella meravigliosa lettera a Santa Lucia, realizza il suo più grande sogno.
È esattamente quello il giorno in cui diventa un calciatore del Milan.

Caro Sandro, io personalmente ti ho amato sin da subito.
Forse perché sono un maledetto romantico e la storia della tua letterina a Santa Lucia in cui chiedevi di diventare un giocatore del Milan mi ha letteralmente rapito dal primo istante in cui l’ho letta.

Ti ho amato perché quegli occhi scuri, per quanto possano sembrare impenetrabili e decisi, mi hanno raccontato una storia diversa da quella che ci volevi mostrare.
Perché se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, la tua anima brilla di una luce pura e sincera.
Un’anima rossonera che viene fuori dopo ogni esultanza per una vittoria, piuttosto che dal pianto e dalla rabbia di una sconfitta.

 

Mi sono affezionato a te come non mi succedeva da molto, troppo tempo per un calciatore del Milan.
E nonostante questo maledetto calcio moderno ci abbia insegnato che non c’è niente di più sbagliato che affezionarsi ad un proprio calciatore, io francamente me ne infischio (Cit.) perché so che con te e soprattutto con quelli come te, è giusto e doveroso correre questo rischio.
Perché questo assurdo sport, continua a vivere grazie alle emozioni sincere, nonostante i milioni e gli sponsor che oggi offuscano tutto a discapito del sentimento e della passione.

E tu, caro Sandro, accendi e alimenti quotidianamente la mia passione rossonera.
Perché sei uno di noi che ce l’ha fatta.
Perché per te il Milan non è mai stato una questione di soldi e lo hai ampiamente dimostrato a tutti.
Perché per te, l’orgoglio di difendere questi colori, vale ancora di più di uno stipendio più alto o di un contratto più ricco.
Perché quella corsa disperata verso i nostri tifosi all’Olimpico, domenica scorsa, era la corsa di quel ragazzino diventato consapevole del fatto che non si tratta più di un sogno insperato, ma di una meravigliosa realtà da vivere e godere fino in fondo, insieme.

Perciò grazie Sandrino, per quello che ci hai trasmesso fino ad ora e per tutto ciò che so già ci donerai in futuro.
Per tutte le pagine che ancora abbiamo da scrivere.
Per le vittorie e le sconfitte che verranno.
Per le gioie e le delusioni che ci renderanno più forti e uniti, insieme.
Perché se è vero che essere milanisti è la cosa più bella del mondo, lo è ancor di più grazie ai sognatori come te.

Forza Milan, Forza Sandro.
Uno di noi.

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