Milan-Fiorentina 1-0

Milan-Fiorentina 1-0

Siamo, così, arrivati al fatidico minuto 70. Da quel momento in poi non sapevo davvero cosa sarebbe potuto succedere. Quando, una decina di gior

Io l’ho vista così: Milan-Genoa 1-2
Io l’ho vista così: Atalanta-Milan 0-2
Io l’ho vista così: Milan-Atalanta 1-1

Siamo, così, arrivati al fatidico minuto 70.
Da quel momento in poi non sapevo davvero cosa sarebbe potuto succedere.

Quando, una decina di giorni fa, la Lega ha ufficializzato gli anticipi e i posticipi di questa giornata ho dato sfogo a tutti i miei peggiori pensieri. Insulti annessi.

Su sei (6) slot orari e due (2) giorni della settimana disponibili, la domenica alle 15:00 era, per me, il momento peggiore per fissare la nostra partita – vista la concomitanza con la prima comunione di mia figlia.

Fatto sta che l’ho vista in differita, cercando, vanamente, di evitare qualsiasi tipo di contatto e/o notizia proveniente da chiunque fosse a conoscenza del risultato.

Alle 16:30, al rientro a casa, ho chiesto a mio cognato di collegarsi a DAZN e mettere lo streaming dall’inizio. Tutto ciò mentre ero chiuso in camera.

Non avevo fatto i conti con mia figlia che, avendo visto in tv il risultato momentaneo, candidamente mi ha chiesto «Papà ma questa partita è importante?».
«Fondamentale, amore» è stata la mia risposta.
«E che succede se pareggiano?», mi ha incalzato, facendomi quindi capire che saremmo arrivati in parità sino al 70’ o giù di lì.

Mi sono comunque messo a vedere la partita ed ho esultato come un matto quando, al minuto 6, Theo ha infilato Terracciano di destro. «Tanto lo annullano», ha chiosato amorevolmente mia moglie, guadagnandosi i miei insulti più beceri.

Senza bisogno di particolare perspicacia ho desunto che il pareggio di cui sopra sarebbe stato a reti inviolate.

Non mi ha, quindi, preoccupato il tiro di Igor che ha fatto la barba al palo – così come non ho imprecato l’intero calendario quando Giroud, tutto solo, ha mandato a lato lo scavetto con cui ha superato il portiere.
Ho continuato a guardare con un certo distacco il primo tempo, nella vana speranza di essermi sbagliato e che, magari, un gol lo avremmo segnato prima del 45’.

Auspicio inutile visto che di pericoli non ne abbiamo praticamente più creati.

Certo, quando due minuti dopo l’inizio del secondo tempo, ho visto Rafa calciare in porta da vicinissimo, ho davvero sperato che i miei sospetti cadessero. E invece, tirando incredibilmente alto, il portoghese li ha completamente confermati.
Non sono, pertanto, sobbalzato quanto Terracciano ha deviato miracolosamente il sinistro di Kessiè. Né quando, un minuto dopo, Theo si è inserito alla sua maniera ma ha alzato troppo l’esterno sinistro.

Le sostituzioni del solito abulico Brahim e dello spento Messias con (rispettivamente) Rebic e Krunic hanno dato però più spinta ai nostri. Siamo diventati completamente padroni del campo. Avvicinandoci al minuto che avrebbe sancito l’inizio della mia sofferenza, ho visto anche entrare Ibra per un Giroud volitivo ma sciupone ed ho incrociato le dita nella speranza di ricevere uno degli ultimi regali da Zlatan.

Siamo, così, arrivati al fatidico minuto 70.
Da quel momento in poi non sapevo davvero cosa sarebbe potuto succedere.

Ho stramaledetto Igor quando ha ribattuto il tap-in di Rebic sulla linea – anche se il guardalinee aveva comunque ravvisato un fuorigioco. Ma soprattutto ho benedetto “San” Mike Maignan quando è volato a respingere l’inzuccata di Cabral, diretta sotto l’incrocio dei pali.

Tachicardia e palpitazioni mi hanno accompagnato sino al gol di Leao. Bravo a intercettare il rinvio di Terracciano per poi accentrarsi e fulminarlo con il piattone.
Delirio totale a San Siro e a casa mia!
Ho iniziato a correre e baciare tutti, figlia e moglie comprese, nonostante le loro soffiate non richieste. Nonostante l’orologio segnasse ormai le 18:00.

Il solito dubbio arbitrale risolto a nostro sfavore – l’intervento di Ikonè su Leao in area pareva più rigore che no – e un paio di contropiedi non sfruttati hanno accompagnato la partita verso il triplice fischio finale. E la fine della mia partita in differita. Da non replicare assolutamente.

Le stagioni hanno le loro icone e i loro simboli. Maignan e il suo volo sul colpo di testa di Cabral ci rientreranno sicuramente.
Ennesima prestazione maiuscola di Tonali e solita ottima partita anche dei due centrali difensivi.
Male, invece, Messias che non ha replicato la “bella prova” di Roma.

Alla fine «quelli là» hanno vinto condannandoci a soffrire ancora tanto. Ma è così che si costruiscono le imprese. Forza ragazzi!

 

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0