Verona-Milan 1-3

Verona-Milan 1-3

Il traguardo è lì ma dobbiamo essere bravi a non guardarlo. Testa fredda e bassa sui pedali, cuore caldo per spingere il più forte possibile. La

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Il traguardo è lì ma dobbiamo essere bravi a non guardarlo. Testa fredda e bassa sui pedali, cuore caldo per spingere il più forte possibile.

La «Fatal Verona» – Montipò che giurava vendetta per il 3-2 dell’andata. I tifosi nerazzurri che hanno intasato i social di Caprari. Le minacce dei tifosi veronesi. L’Inter che venerdì ha recuperato il doppio svantaggio. Le 48 ore di tensione prima della nostra partita. I capisher della carta stampata che ci davano per spacciati.
La settimana dei «mille gufi», delle «cento trappole», dei dieci «de prufundis», si chiude con un solo grande cuore. Rigorosamente rossonero!

L’1-1 con cui siamo andati al riposo non ha certo reso merito alla prestazione della squadra.
Capace di schiacciare il Verona nella propria metà campo per quasi tutta la frazione, peccando, come al solito, di cattiveria negli ultimi metri – a tratti disattenta in occasione del vantaggio scaligero.

Abbiamo cominciato a creare occasioni sin dal minuto 8, quando il sinistro di Theo ha sibilato vicino al palo. Poi è stata la volta di Krunic che, di testa, ha chiamato Montipò al grande intervento.
Nel volgere di pochi giri di orologio abbiamo assistito a un gran bel gol di Tonali annullato per un piede in fuorigioco.
Abbiamo anche visto una grandissima occasione capitata sul destro di Calabria – dopo aver chiesto e ottenuto l’«uno-due» allo stesso Sandro, ha incrociato troppo poco il tiro, permettendo al portiere gialloblu di respingere di piede.

A quel punto abbiamo tirato il fiato per una decina di minuti e, così facendo, un Verona dal dente avvelenatissimo si è reso pericoloso.
Dapprima con un destro di Caprari e poi con un sinistro di Simeone, con due tiri finiti larghi di un niente.

Come due pugili che se le danno di santa ragione le squadre hanno dato vita all’ultima parte del tempo senza badare troppo agli equilibri: Krunic (ndr. tra i migliori del primo tempo) ha ripreso a tirare verso la porta di Montipò senza fortuna e Saelemaekers ha sparacchiato alto da ottima posizione.
Il Verona ha risposto ancora con Simeone.

Poi, al minuto 38, ci siamo fatti infilare centralmente permettendo a Caprari di trovare il corridoio giusto per Lazovic – giunto sul fondo, ha crossato perfettamente per l’inzuccata vincente di Faraoni.
L’essere in svantaggio ci ha però risvegliati dal torpore e ci siamo buttati in avanti alla ricerca del pareggio.

Fortunatamente la sveglia è arrivata anche a Leao che, dopo 45’ trascorsi quasi a pascolare per il campo, ha trovato un’accelerazione delle sue. Dopo essere entrato in area, ha accomodato sul piede di Tonali il gol del meritatissimo pareggio – permettendogli di festeggiare alla grande il suo ventiduesimo compleanno.

Rafa da amico vero, «pronti-via» nella ripresa, ha confezionato il secondo regalo per Sandrino.

Da un calcio d’angolo veronese, Saelemaekers è uscito palla al piede e ha, intelligentemente, servito Leao. Rafa – accelerando come Gullit contro Bigliardi nel famoso 1 maggio 1988 a Napoli – ha messo il turbo bruciando il suo diretto avversario, prima di servire una palla in mezzo da spingere in rete. Allora fu Van Basten, oggi è Tonali.
Il risultato è stato lo stesso: gol decisivo del Milan, 1-2!

Trovato il vantaggio abbiamo gestito il risultato senza rischiare tanto.
Il colpo di testa di Tomori e la conclusione di Tameze (ndr. gran bel giocatore) hanno avuto lo stesso esito e sono volati entrambi alti sulla traversa. Leao, nel frattempo, ha continuato a menare le danze sull’out di sinistra diventando imprendibile – costringendo Montipò ad allungarsi per evitare l’1-3.
Rebic ha, quindi, rilevato Giroud e Messias Saelemaekers costringendo il Verona a subire il pressing sin dentro l’area di rigore.

I gialloblu non si sono dati per vinti ed hanno continuato a spingere a sinistra con Lazovic, che tanto ha fatto penare Calabria. Da un suo cross pericoloso il subentrato Lasagna ha staccato di testa ma senza la mira giusta. Stessa sorte è capitata al colpo di testa di Gunter prima che Florenzi, entrato in sostituzione dello stremato Calabria, chiudesse la partita con un destro di controbalzo che, chirurgico, si è infilato nell’angolino basso.
Messias, infine, ha avuto la possibilità di fare poker ma ha calciato alto prima del triplice fischio finale.

Il migliore dei nostri è stato indubbiamente Tonali, autore di una quasi tripletta nel giorno del suo compleanno e di una prestazione fatta di tecnica, cuore e sostanza. A tallonarlo, da vicinissimo, Rafa Leao che, una volta accesosi, ha ribadito di essere il diamante grezzo più splendente dell’intera Serie A. Parlare della perfezione incarnata dalla coppia Kalulu-Tomori sta diventando un mero esercizio di stile. Calabria, invece, ha sofferto tanto il dinamismo di Lazovic.

Il traguardo è lì ma dobbiamo essere bravi a non guardarlo. Testa fredda e bassa sui pedali, cuore caldo per spingere il più forte possibile.

Dai ragazzi, dai!

 

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