Milan-Atalanta 2-0

Milan-Atalanta 2-0

Delirio totale! Urla, abbracci, baci e corse sfrenate hanno unito in quel momento la squadra e qualche milione di tifosi - tra cui naturalmente il s

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Delirio totale! Urla, abbracci, baci e corse sfrenate hanno unito in quel momento la squadra e qualche milione di tifosi – tra cui naturalmente il sottoscritto.

Era «la partita più difficile» (l’ennesima), necessaria per guadagnare «i tre punti più importanti» (gli ennesimi) e dare (l’ennesima, di nuovo) dimostrazione a tutti  che non siamo lì per caso.
L’abbiamo superata alla grande – mettendo in campo cuore, forza e carattere.

La partita è iniziata con un primo tempo bloccatissimo: tanti (ndr. troppi) dei nostri divorati dalla tensione. E la tensione, si sa, non è mai buona consigliera – specialmente in queste occasioni.

Abbiamo pagato la scarsa freddezza di Calabria, che ha sbagliato l’inverosimile, e la poca esperienza di Leao, che non si è mai accesso. Sembrava annunciata l’ormai atavica sterilità in area di rigore avversaria.
Di contro, abbiamo trovato un’Atalanta ben organizzata che ci ha aspettato per provare a ripartire sfruttando, in particolare, la gamba di Spinazzola e l’estro di Muriel. Fortuna ha voluto che, aiutati da Kessie, i nostri due centrali difensivi abbiano concesso poco o niente.

Ne è scaturito un primo tempo davvero brutto, basato quasi esclusivamente sul lancio lungo – in cui le occasioni si sono contate sulle dita di una mano. Una buona percussione iniziale di Salemaekers fermata sul più bello, un destro da fuori di Muriel plasticamente bloccato da Maignan. Qualche tiro velleitario (Leao e Tonali per noi, Zappacosta per loro) finito lontani dai pali.

Neppure la protesta finale di Giroud, atterrato da Djimsiti pochi centimetri fuori dall’area, ha avuto l’esito sperato poichè Orsato, che nulla aveva fischiato, non ha potuto beneficiare dell’ausilio del VAR – il fallo era avvenuto fuori dai 16 metri.

La ripresa ha visto subito un sinistro di Zappacosta, deviato provvidenzialmente da Calabria sulla traversa. Per una decina di minuti la paura ha continuato a farla da padrona.

Poi, dopo errori banali e precisione prossima allo zero, Theo su punizione ha finalmente spaventato Musso – calciando sull’esterno della rete.
A quel punto, Pioli ha inserito Messias e Rebic – forse per provare a ricreare anche negli 11 in campo quell’elettricità positiva che ha permeato, fin dal primo minuto, gli 80.000 di San Siro.
La scelta è stata azzeccatissima visto che, un minuto dopo, è stato proprio Junior Messias a lanciare Leao nello spazio.

Rafa ha bruciato in velocità Koopmeiners e bucato Musso con un rasoterra sotto le gambe: 1-0. Delirio totale! Urla, abbracci, baci e corse sfrenate hanno unito in quel momento la squadra e qualche milione di tifosi – tra cui naturalmente il sottoscritto.

Sostituito Muriel con Zapata, l’Atalanta ha subito fatto capire di non voler soccombere così facilmente. Nel quarto d’ora successivo ci ha costretti infatti alla difensiva, rendendosi pericolosissima proprio con il centravanti colombiano.
Zapata prima (al 61′) ha calciato alto da ottima posizione. Poi (al 72′) ha inzuccato a lato , svettando nel cuore della nostra area di rigore.

La tensione mi stava letteralmente divorando quando, al minuto 75, Theo ha preso palla al limite dell’area e si è lanciato, da solo, contro l’intera difesa bergamasca.
«Dalla a Messias», gli ho urlato inizialmente. Ma lui, niente.
Quasi implorandolo ho esclamato: «Imbuca per Rebic». Ma Theo se ne è fottuto bellamente proseguendo la sua corsa.
«Allarga per Leao» è stata la mia ultima richiesta. Poi “Theone”, saltandoli tutti, ha incassato il diagonale del 2-0 – facendo impazzire di gioia la mia ignoranza calcistica e tutto il mondo rossonero, con un gol che entrerà nella storia dei nostri colori, come quelli di Weah, Sheva e Kakà.

A quel punto abbiamo tirato i remi in barca, aspettando l’Atalanta e dedicandoci esclusivamente al contropiede.

Kessie ha deciso di salutare San Siro (ndr. che peccato, Frank) con una prestazione con la “p” maiuscola, simile a quella dello scorso anno proprio contro l’Atalanta.

Siamo andati vicinissimi al 3-0 con Rebic, sulla cui azione caparbia è stato bravo Musso.

Infine Maignan ha deciso di mettere la firma sulla vittoria con una paratissima sul tiro a botta sicura di Zapata, pochi minuti prima del triplice fischio finale.

I migliori in campo sono stati senza dubbio i 3 muri d’ebano che hanno blindato la nostra porta: Kalulu, Tomori e Kessie. Fenomenali.
Il gol dell’anno ha naturalmente fatto salire a livelli massimi la prestazione di Theo, così come Leao che, analogamente, ha ribadito di essere sempre il nostro uomo in più.
Menzione particolare per i due recuperi di Krunic che hanno dato il là ai nostri gol. Calabria, invece, ha sofferto tantissimo la tensione nei primi 45’, recuperando nella ripresa.

Ci aspetta un’altra settimana di passione. Dopo la Fiorentina che gioca benissimo, la «fatal Verona», l’Atalanta «bestia nera», ci toccherà respingere l’ennesimo attacco dei gufi, pronti a invocare un nuovo 5 maggio al contrario.

Forza ragazzi, sfatate l’ultimo tabù!

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