Sassuolo-Milan 0-3 – Siamo Campioni d’Italia!

Sassuolo-Milan 0-3 – Siamo Campioni d’Italia!

Lo stadio è esploso, la tensione ha iniziato a sciogliersi, la mia voce ad andare via. Ero a Perugia nel ‘99, sapevo cosa si prova a vincerlo dal

Io l’ho vista così: Juventus-Milan 1-0
Io l’ho vista così: Atalanta-Milan 0-2
Io l’ho vista così: Genoa-Milan 2-2

Lo stadio è esploso, la tensione ha iniziato a sciogliersi, la mia voce ad andare via.

Ero a Perugia nel ‘99, sapevo cosa si prova a vincerlo dal vivo.

Non potevo mancare. Non sono mancato. E ho goduto tanto, tantissimo, come poche volte nella mia vita.

Merito di un gruppo di ragazzi terribili, guidato da un allenatore fantastico e diretto da una dirigenza di livello assoluto.

Grazie di tutto.
Delle emozioni, degli abbracci, delle lacrime.
Della corsa a perdifiato nel campo, della coppa e dei lustrini.
Del «Pioli is on fire» e della giornata indimenticabile che ho trascorso in quel di Reggio Emilia.

La partenza è stata folgorante.

Una serie così impressionante di azioni da gol in pochi minuti faccio fatica a ricordarla. Forse Milan-Steaua del lontano 1989. Così come allora, loro erano la preda sanguinante, noi squali famelici.
Prima Giroud di testa. Poi Leao, che ha tirato a botta sicura invece di servire Saelemaekers per il più comodo dei tap-in. Poi ancora Tomori di petto – con un neroverde a salvare sulla linea. Saelemaekers a «tu-per-tu» con Consigli, che si è fatto ipnotizzare sul più bello. Infine Consigli ancora bravo su Leao.
Una mattanza. Ed eravamo al minuto 11!

Naturalmente, la conseguenza di un tale dominio è stato il gol del vantaggio dopo l’ennesimo, umiliante (per gli avversari) strappo di Leao.
Dopo aver rubato palla, si è involato nell’area avversaria e ha servito all’«uomo dei gol che contano», al secolo «Oliviero bomber vero», la palla dell’1-0.
Lo stadio è esploso, la tensione ha iniziato a sciogliersi, la mia voce ad andare via.

I pescecani rossoneri hanno continuato ad azzannare i poveri malcapitati del Sassuolo.
Tonali, con un gran destro da fuori area, ha chiamato al miracolo Consigli. Poi ancora una mischia furibonda in area neroverde e la palla che non voleva saperne di entrare.

Siamo arrivati al cooling break con un potenziale 6-0 ed un reale, misero 1-0.

Alla ripartenza, la partita, così come la stagione, è stata definitivamente indirizzata dal nostro fuoriclasse portoghese, che ha servito altri 2 assist a Giroud e a Kessie.
Nel giro di quattro minuti abbiamo finalmente messo la distanza giusta tra noi ed il Sassuolo (ndr. tanta) e tra noi e il tricolore (ndr. poca, pochissima): 3-0!

Prima del riposo ci siamo permessi di andare vicini al poker con Giroud e con Leao.
Abbiamo fatto sì che Maignan si guadagnasse la sua meritata dose di applausi con una gran parata su Frattesi.

Il secondo tempo è stato di pura accademia e di attesa.

Abbiamo gestito il risultato mentre sugli spalti esplodeva la gioia più sfrenata. Dopo non so quanti anni ho cantato e saltato sulle note di «O mamma mamma mamma, sai perché innamorato son, ho visto un grande Milan, ho visto un grande Milan». Già, proprio quel coro che accompagnava le meraviglie del Milan di Sacchi, quello divertente e spettacolare, quello che ha cambiato il calcio.

Brividi per me, che ragazzo non lo sono più, e brividi per tutti i giovani che oggi hanno assaporato finalmente il gusto della vittoria.

Abbiamo applaudito l’ingresso di Ibra e l’uscita di Giroud, nella speranza di esultare per un gol (l’ultimo?) dello svedese.
Purtroppo un fuorigioco millimetrico dell’assistman Leao ci ha strozzato in gola l’urlo più atteso.

Il palo di Traorè e l’ennesimo miracolo di Consigli su Calabria hanno sancito la fine delle ostilità e l’inizio della grande festa.

Le porte dello stadio non hanno retto l’urto della passione rossonera – in migliaia ci siamo fiondati in campo prima e dopo che Romagnoli alzasse la coppa del meritatissimo, diciannovesimo, scudetto.

L’ultima di campionato merita un solo nome da sottolineare, da scrivere in maiuscolo e grassetto: STEFANO PIOLI.

Lui è l’artefice, il demiurgo, il fautore silenzioso di questa favola, che non è affatto così sorprendente come i tanti capisher del calcio nostrano vogliono farci credere.
No, no. Affatto. Il mister ha pazientemente seminato, ha gestito la crescita di tanti talenti e, infine, ha raccolto i frutti del suo lavoro.

«On fire», Stefano, lo è dal lontano luglio 2020.

Finisce così, con la gioia più bella e il coro dal significato più dolce ed indiscutibile.

«SIAMO NOI, SIAMO NOI, I CAMPIONI DELL’ITALIA SIAMO NOI!»

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