ABBA – The winners takes it all

ABBA – The winners takes it all

(di Andrea Minardi) Era una calda giornata del 1979, il Milan giocava col Bologna a San Siro, un San Siro con distinti e popolari, i bagarini da «com

La partita in una canzone: CHANGES COMIN’ON (Alabama, 1982)
Brocchi si nasca, Kalinic si diventa! (Top & Flop Fiorentina-Milan)
Brocchi si nasce, Kalinic si diventa! (Top & Flop Milan-Torino)

(di Andrea Minardi)

Era una calda giornata del 1979, il Milan giocava col Bologna a San Siro, un San Siro con distinti e popolari, i bagarini da «compro e vendo biglietto»…

«Estintori Meteor» era il mantra che riecheggiava dagli altoparlanti dello stadio. Solo «San Siro» e non «Meazza», giacche’ questi era ancora al mondo – prematuramente lasciato pochi mesi dopo.

C’eran 4 canali televisivi e anziché lo smartphone c’era il «duplex», una linea telefonica condivisa, che se il vicino stava ore al telefono ti attaccavi (ndr. non alla cornetta) e aspettavi ore.

Andai allo stadio con largo anticipo, saremo stati in centomila. I numerati eran pochi e costosi, quell’anno le vidi quasi tutte, avevo 9 anni e il calcio era la cosa piu’ importante.

La folla invade il campo, Rivera arringa la folla che esce.

Fu l’unico brivido del giorno: la partita iniziò in ritardo, finì 0-0 e il Bologna tiro’ in porta come il Sassuolo ieri.

Era il mio primo scudetto, quello era senza dubbio il giorno più importante.

Ne passò di acqua sotto i ponti, ne vidi tante – presto capii che se il calcio era un bel passatempo, il era Milan una certezza.
Ma la vita è una cosa ben più difficile di un punto da fare col Bologna di Adelmo Paris.

Adesso di anni ne ho 52, e ahime, è piu’ il tempo alle spalle di quello davanti.

Non son riuscito a gestire la tensione, non so perché, ma da quando il Bologna (ndr. t’oh chi si rivede) “ci fece il regalo”, iniziai a dormire male. A non esser piu’ produttivo sul lavoro. A fare tutto di malavoglia.

Ma la testa era sempre là: Fiorentina, Verona, Atalanta, Sassuolo.

Insomma, tornai come quando avevo nove anni, la stella vinta e il giovedì dopo il quiz di Mike Bongiorno.

Per fortuna che il sassuolo, emiliana come il Bologna, emiliano come me, non ci si mise di traverso.

Al fischio finale piansi come quel bambino del ’79, giustificandomi dietro la congiuntivite.
Presi mio nipote di 9 anni (ndr. anche lui vince il primo scudetto a questa età), e volai verso Piazza Duomo.

Corsi e ricorsi.


«The winner takes it all», cantavano gli Abba.

E noi lo facciamo con lo sguardo fiero e diritto. Perché gli occhi guerci stanno dall’altra parte, quella sbagliata del Naviglio.

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