Le pagelle dei Campioni d’Italia!

Le pagelle dei Campioni d’Italia!

Sciogliete le righe, andiamo in vacanza, «Pioli is on fire» nello stereo e tricolore nel secchiello! Ma prima... E' tempo di pagelle!

Brocchi si nasce, Kalinic si diventa! (Top & Flop Milan-Inter)
Si ricomincia, per fortuna!
Allenatore, uomo, ma soprattutto milanista

Sciogliete le righe, andiamo in vacanza, «Pioli is on fire» nello stereo e tricolore nel secchiello!

Ma prima… E’ tempo di pagelle!

 

MAIGNAN – VOTO 10

Arriva che abbiamo ancora le mani nei capelli (ndr. per chi li ha) e trova un popolo sotto shock per la perdita dell’analfabeta vestito di giallo.

«Alzi la mano chi non era diffidente!»

Mike ha due palle grosse quanto i palloni della Serie A Tim – e così ci mette un attimo, con le sue mani, a conquistare il Milan, Milanello e noi tifosi.
Se fra i pali è un gatto, ed è per distacco il miglior portiere del campionato, la chicca è che usa i piedi meglio di qualche suo compagno centrocampista (vedi: assist a Leao). E atroce destino che proprio coi piedi regala assist a Benzema, pur non essendo suo compagno di squadra.

Una promessa per l’anno prossimo: non parleremo più e non dedicheremo più tempo e spazio al portiere del PSG. Ci godremo, come già abbiamo fatto quest’anno, questa fantastica aquila che vola per il Milan ed è già un leader della difesa rossonera!

 

CALABRIA – VOTO 8

Stagione ad altissimi livelli per Davidino: cresce sempre, ogni anno in più.

Comincia la stagione brontolante per la mancata partecipazione agli Europei ma la fascia di capitano, indossata in ben 16 occasioni, ce lo restituisce in poco tempo attento e pimpante – come piace a noi.
Si toglie lo sfizio da terzino di aprire le danze a Bergamo contro il maestro dei terzini goleador e timbra anche il cartellino a Bologna.

L’anno prossimo un passo in più: in Champions!

 

TOMORI – VOTO 9,5

Abbiamo finito le parole per il nostro colosso inglese.

È entrato con una personalità tale nella difesa e nell’organico rossonero che ogni sua pausa per toccarsi gambe e caviglie gela il sangue a noi tifosi.

Se con Kjaer si intende a meraviglia (ndr. e questa non era una sorpresa), aiuta sicuramente il giovane Pierino ad inserirsi in maniera decisa e sicura nei meccanismi della retroguardia rossonera.

Uno spettacolo di difensore, ennesimo capolavoro di Paolo Maldini.


KALULU – VOTO 8,5

Voto felliniano per «La dolce vita» di Pierino Kalulu.

Se l’anno scorso aveva acceso le nostre simpatie, con quella faccia a metà fra il timido ed il divertito, quest’anno diventa un incubo per gli attaccanti avversari – che si trovano dinanzi un professore applicato e scattante.

Se Tomori è Batman, lui è Robin. Chiunque arriverà per rafforzare la difesa rossonera… Nessuno tocchi Pierre! 

 

THEO HERNANDEZ – VOTO 9

Ore 19:30, 15 maggio 2022. La terra trema a Milano, zona San Siro.
Niente paura è semplicemente Theo che parte dalla nostra area di rigore e finisce l’azione nell’altra, palla in rete alle spalle di Musso.

Nel frattempo, il ciclone aveva spazzato tutto e tutti. Persino quegli stolti che quest’anno avevano avuto da ridire sulla sua minore incisività nel gioco d’attacco, senza dare il giusto merito a un Theo che ha imparato a difendere molto meglio e a variare il tema dei suoi slalom giganti.

Come gigante lo è stato pure lui in questo scudetto numero… Diciannove!

 

TONALI – VOTO 10

«Esiste altro voto?» No.

Il massimo per un cuore rossonero che decide di:
1- ridursi l’ingaggio, per agevolare il riscatto dopo una prima stagione opaca
2- resettare testa e muscoli e metterli al servizio di Pioli
3- realizzare il primo gol del campionato a San Siro, con una punizione alla Albertini
4- mangiare il campo e ringhiare nei derby, come faceva Rino Gattuso
5- dare una regia silenziosa ma efficace, come faceva Pirlo
6- realizzare il gol vittoria, come Ambro all’Olimpico contro la Lazio, e realizzare una doppietta contro il Verona, come fece un certo Ancelotti.

Insomma è chiaro che Sandrino è già nell’Olimpo dei nostri centrocampisti.
Fenomeno.

 

KESSIE – VOTO 7

Come fanno i marinai… Maledette siano le tue promesse estive, Frank! E maledetto quel disgraziato del tuo procuratore!

Benedetti però i tuoi muscoli che hanno lottato, anche contro qualche fischio d’amore, fino alla fine per i colori rossoneri. Ancora più beffardo che l’ultimo gol del campionato sia il suo.

Suerte a te ed una supplica alla società: non iniziamo più campionati con gente così importante in scadenza.

 

LEAO – VOTO 10

È nata una stella.

Il tifoso milanista aveva disperato bisogno di qualcuno a cui attaccarsi per risolvere una partita. Per cambiare una stagione. Per vincere qualcosa.
Ed eccola lì, forte, luminosa ed accecante.

Rafa, siamo solo all’inizio. Mille di questi scatti e di queste partite. Il giocatore più forte del campionato ce l’abbiamo noi.

 

KRUNIC – VOTO 7

L’elogio della normalità.

Chiamatelo «riserva», «uomo di fiducia», «dodicesimo»… La verità è che in assenza di un trequartista che prenda per mano l’attacco rossonero, Pioli sa che ha il suo fidato scudiero.

Non ci farà mai spellare le mani per un tunnel o per una giocata da numero dieci, ma si farà sicuramente applaudire per impegno e dedizione.

Bravo Rade!

 

SAELEMAEKERS – VOTO 7

Comincia bene, benissimo!
Fa il piccolo diavolo lì a destra, salta e dribbla che è un piacere. Ricordate che perla l’assist a Theo in Milan-Venezia? 

Pensiamo «ok, è l’anno giusto» e invece Alexis prima dribbla anche se stesso, poi si perde dietro la staffetta con Messias per tutto il girone di ritorno.

La sensazione è che abbia ancora margine di crescita – soprattutto sotto porta e nell’ultimo passaggio. Ma è una crescita che deve arrivare il prima possibile.

 

GIROUD – VOTO 9

Come la sua maglia. Come quella maledizione finalmente spezzata.

Non sarà ai livelli realizzativi di Immobile, Vlahovic e Lautaro: realizza “solo” undici gol.
Ma sono uno più pesante dell’altro.

Come fa a non essere uno degli uomini-copertina di questo titolo? Vive i big-match con un secondo di anticipo, in scivolata, a far scivolare sotto al Diavolo, in ordine, prima l’Inter e poi il Napoli.
Decisivo nella rimonta con la Lazio ed infine nella partita scudetto contro il Sassuolo.

Chapeau.

 

TATARUSANU – VOTO 7

Decisivo nel derby quando neutralizza il penalty di Lautaro, barcolla a Firenze. Ma c’è anche il suo guanto destro sulla nostra vittoria.

 

FLORENZI – VOTO 7,5

Esperienza ma anche, e soprattutto, qualità – quando c’è da far rifiatare Davidino.
Peccato che abbia le articolazioni degne della sua famosa nonna che lo mettono sovente fuori uso.
Ma il piede è dolce e fatato, come nella punizione ad Empoli, o come il gol della sicurezza in trasferta a Verona.

 

KJAER – VOTO 8

Uno dei tanti capitani in questa fantastica squadra.

Tiene botta per tutto il girone di andata e solo la sfortuna trasferta di Marassi lo mette k.o. per il resto della stagione.
Riappare in versione “Re Vichingo” a fine campionato ad incoraggiare i compagni da bordo campo.

Simon ti aspettiamo!

 

GABBIA – VOTO 6

Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette. Soffre maledettamente Vlahovic a Firenze ed è un passo indietro la qualità generale del reparto arretrato.

Probabile una sua partenza in prestito per fare esperienza.

 

ROMAGNOLI – VOTO 6,5

Comincia il campionato già consapevole di aver perso definitivamente il posto con Tomori e, nonostante giochi quasi la metà delle partite del campionato, perde il ruolo di vice con Kalulu.
Anche lui come Kessie con il contratto in scadenza e con un piede già fuori Milanello.

La sensazione è che abbia dato meno di quello che ha ricevuto (ndr. tantissimi soldi).

 

BALLO TOURE – VOTO 5,5

Una delle lacune da colmare il prima possibile, nei nostri occhi il disastroso derby di andata.

Ok che trovare un vice Theo è difficile, ma qualcosa di meglio esiste (ndr. per esempio Parisi dell’Empoli?).

 

BENNACER – VOTO 7,5

Il terzo jolly del centrocampo rossonero parte in sordina ma gioca un girone di ritorno sontuoso.

Primo cambio di Pioli, porta acqua e idee nella seconda parte dei match decisivi di fine anno. Decisive anche le sue stoccate in bianco, una a Bologna ed una a Cagliari.

 

BAKAYOKO – VOTO 5,5

Non entra mai nelle turnazioni effettive del centrocampo ed è lontano parente del giocatore che avevamo ammirato nella gestione Gattuso. Difficilmente lo rivedremo a luglio a Milanello.

 

BRAHIM DIAZ – VOTO 6

O è il caso più eclatante di long covid nel calcio o è un piccolo grande bluff.

Noi speriamo sia il primo caso, ma da fine settembre, suo ultimo gol, «il furetto spagnolo» che illuminava la trequarti non l’abbiamo visto più. Casella da rinforzare urgentemente.

 

CASTILLEJO – VOTO 6,5

Pochissime presenze ma comunque preziose.
Decisivo nella rimonta contro il Verona a San Siro e dal suo piede parte il cross che permette a Ibra di pareggiare a Udine.

Anche lui come Baka ai saluti?

 

MALDINI – VOTO 6,5

«Nel nome del padre… E del nonno».

Regala ai tifosi, rossoneri e non, la magia di rivedere un Maldini nel tabellino dei marcatori, con un colpo di testa degno dei migliori stacchi del suo papà emozionatissimo in tribuna.

 

REBIC – VOTO 7

Un passo indietro rispetto alle precedenti stagioni.

Ante non si accende mai seriamente in questo campionato – lascia comunque lo zampino con il tiro del pari a Salerno e con il recupero su Marusic all’Olimpico, da cui scaturisce il gol di Tonali.

E dire che aveva iniziato il campionato con convincenti prestazioni da falso nueve.

 

MESSIAS – VOTO 7,5

Come nelle favole. Del suo passato si è detto e scritto di tutto.

Le sue pagine più belle però le scrive nell’inverno rossonero, con il gol vittoria contro l’Atletico e una scintillante doppietta al Genoa. Poi entra un po’ in letargo e allora vale lo stesso discorso già fatto per Saelemaekers e Diaz. Gioca in uno di quei ruoli dove il Milan può e deve migliorarsi.

 

IBRAHIMOVIC – VOTO 11

Non è né un voto alla carriera né alla stagione. O un banale tributo al suo numero di maglia.

È un voto all’uomo prima ancora che al campione.

Zlatan è salito sulla nave mentre il Titanic stava pericolosamente affondando in un mare di mediocrità, nel dicembre 2019.

Ci ha rimesso a nuovo: ha curato un gruppo con la sua disciplina, lo ha stimolato e migliorato; e infine esaltato, accompagnandolo mano-manona all’altare dello scudetto. Rinnoviamolo a vita.

Una maglietta o un tavolo da rovesciare ci sarà sempre per te Zlatan.

 

PIOLI – VOTO 11


Ecco un altro voto che non può e non deve fermarsi al 10.

Stefano Pioli è stato il loro e nostro mister, amico, psicologo, fratello, padre. E soprattutto si è mostrato sempre per quello che è: un uomo educato, sensibile e mai fuori dalle righe. Proprio come piace a noi rossoneri e proprio come gli altri mister che sono entrati nella storia rossonera.

«Pioli is on fire» ora e sempre.

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